Ascoltiamo “Odeon” ormai da giorni e sempre il sapore che arriva è di un fermento che si rinnova per il passato ma non per il classico. C’è quel potere di sintesi che questa volta, per il canadese Franky Selector, significa affidarsi più al suono che al puro piacere della melodia. La canzone d’autore passa anche da qui, dalle vedute “losangeline” come si ama definirle sempre quando ci si trova di fronte a scenari strumentali (e non) di pura “saudade” che scivola anche grazie al prezioso contributo di strumenti vintage come il Fender-Rhodes e chitarre acustiche a 12 corde. Ma ancor di più, “Odeon” sfoggia un potere cinematico interessante, lento e sospeso, moltissimo devoto a
«Ho registrato e mixato “Odeon” nel mio piccolo studio a Montréal, Canada. Non è uno studio commerciale, ma uno spazio pieno di attrezzature; ha un sacco di strumenti vintage. Adoro il suono dei vecchi sintetizzatori vintage e gli effetti come i phaser Mutron, l’eco a nastro, strani pedali per chitarra, ecc. Mi piace mixare le drum machine con vere percussioni; il basso synth con il contrabbasso acustico e simili. Il pianoforte elettrico Fender-Rhodes è lo strumento su cui compongo, così come la chitarra acustica. Lavoro con microfoni vintage e attrezzature di registrazione mixate con attrezzatura moderna e registro nel computer. Uso il meglio di entrambi i mondi, vintage e moderno!». F. Selector
Ecco le date di aprile che segnano il graditissimo ritorno sulle nostre scene di un artista che anche in passato ha spesso frequentato artisticamente il nostro paese. Sarà l’occasione buona per portarsi a casa la versione in vinile di un disco che segna un passo in avanti di maturazione e di stile consolidato per Franky Selector



