La semplicità paga sempre e questo noto adagio resterà a lungo una bandiera a segnare la rotta. Lo sa bene l’ingenuità già matura di Antonio Calabrese, lo sa bene questo ragazzo giovane della provincia di Salerno che da qualche giorno ha pubblicato per L’Airone Dischi il suo EP d’esordio che vogliamo sottolineare con estrema attenzione. Si intitola “I denti di Leone” e la title track, tanto per iniziare in qualche modo, suona così:
Proteggerà le piccole cose della vita, proteggerà “La meraviglia” che tanto suona di festa e di armonie bandistiche che lo invita a spingere su dinamiche importanti con la voce raschiando appena i bordi quasi a richiamare il gioco e la sfida di Rino Gaetano. Oppure sfoggia una potente vena poetica quando le allegorie non risparmiano neanche la critica sociale, con l’umiltà che dimostra nel misurare una “Umana umanità” ormai perduta o sottaciuta o mascherata, tra potenze di denaro e assenze di coscienza. E chiude questo piccolo ascolto di 4 inediti con “Ya’aburnee”, la sua personalissima devozione all’amore, come fosse una sua “rilettura” de “La cura” senza ricorrere alle orchestrazioni o a futurismi di tempi non correnti. È tutto sospeso nella scelta di parole che giocano molto con visioni e allegorie, personaggi e colori… dal dolore nasce la speranza e una forza di nuove partenze a cui affida un gran senso di rispetto e di attenzione. È il suo personalissimo omaggio alla vita…


