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Di-vagazioni in Tennessee

Se tutto il mondo della musica gira intorno a Sanremo

Luca Basso: Che poi lo sappiamo: alcune canzoni fanno la storia delle persone,no?

Elisabetta Malantrucco: E sì, c’è una canzone per ogni storia d’amore, per ogni vacanza, per ogni sorriso, per ogni amico, per ogni sogno. E poi ci sono delle canzoni la cui bellezza di melodia e testo (perché è la somma che fa il totale, come direbbe Totò) diventa definitiva, oggettiva, evocativa nel tempo, nello spazio.

L
: Nel mondo e nell’anima…

E
: E per la precisione nell’anima della gente. Che poi funziona dappertutto come qui. Prendi ad esempio quel capolavoro assoluto, centro di gravità permanente della canzone italiana  che è “La Cura” di Franco Battiato..

L
: Una perla, anzi “une fleur” …

E
: A chi non piacerebbe riceverla in dedica? E però, tante volte, anche i capolavori hanno passaggi oscuri, cunicoli impervi.

L
: Sarà l’ombra della luce, l’alba dentro l’imbrunire.

E
: Mannooò! Io pensavo a quel verso: “ti proteggerò dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai…”. Ecco io mi sono sempre chiesta il vero senso di quel “normalmente”…

L
: Fatalismo. Se sei fatalista puoi pensare che la “normalità” di ognuno sia quella di incontrare un fallimento prima o dopo… e solo quelli per niente facili…

E
: … sempre poco allineati …

L
: …quelli adulti che sbagliano da professionisti …

E
: …settimini, cuspidi e tignosi…

L
: … potrebbero pensare di esserne esenti.

E
: Però non è carino che, nel bel mezzo di un incantesimo musicale, qualcuno te lo venga a ricordare.

L
: …te lo venga a cercare vuoi dire. Per fortuna, dopo un po’, se te lo cantano intonati, finisci col non farci più caso …

E
: Ma il grande, grande enigma di questa canzone arriva qualche battuta dopo: mentre pensava a salvare e proteggere la sua donna  dai fallimenti e dalle ipocondrie (certo che sta tizia era proprio una nevrotica!), ecco che il nostro caro Franco ci informa che tutto questo avveniva mentre “vagava per il campi del Tennessee”. Del Tennesseeeeee !? Ma cosa diamine ci faceva Battiato nei “campi” del Tennessee?

L
: A vagare oltretutto… Mistero totale, non lo sa neanche lui…

E
: Infatti, quell’animale, che non sa vivere felice mai, subito precisa, giusto a prevenire ogni domanda: “come vi ero arrivato chissà”.

L
: Subdolo…

E
: che fai? Butti il sasso e nascondi la mano?

L
: Ma chi ti credi che noi siamo, per i capelli che portiamo?

E
: allora il mistero è destinato a restare senza soluzione.

L
: Un modo poco gentile per “laquidare” la cosa.

E
: ..vorrai dire LI quidare.

L
: No, proprio LA quidare. Nel senso che deve essere un fatto proprio dei catanesi: pure Patrizia Laquidara, per l’appunto,  “più che viaggiare vaga e muore dalla voglia d’essere una dea…”.

E
: “…per te.”

L
: Per me !?

E
: No, dico…

L
: Ah, ecco.

E
: Sai? Anni fa c’era una dotta professoressa di lettere che sosteneva che la Divina Commedia fosse pura poesia, e tuttavia la maggior parte dei versi sono messi lì per esigenze di ritmo, di metro, di rima. Quante volte questo accade in una canzone? Tu che sei un cantautore me lo puoi dire bene.

L
: Naufragar m’è dolce in questo mare.

E: Per esempio un altro meraviglioso testo di un altro grandissimo inventore di canzoni: quel mascalzone latino di Pino Daniele …

L
: che Dio lo be-ne-dica.

E
: Mi ritorna in mente quel pezzo bellissimo, legato al grande Massimo Troisi… A un certo punto dice: “tu dimmi quando quando e dove sono i tuoi occhi e la tua bocca, forse in Africa che importa”

L
: Eccone un altro che non ha confidenza con la Lonely Planet.. Basta che non si trovi in Tennessee, che lì potrebbe fare strani incontri…

E
: Quel brano ha fatto sognare tutti quelli lontani dal proprio amore, anche me …

L
: Figuriamoci…

E: E sì, mi ricorda i momenti accorati passati a immaginare di dire le stesse cose al lontano oggetto (meglio dire soggetto)  del mio amore… (“ed io ho sete ho sete ancoraaa”) ma poi, all’improvviso: “il paradiso non esiste e… chi vuole un figlio non insiste”…

L
: Uhm… ci sono varie scuole di pensiero su questo verso.

E
: Tralasciando quella più accreditata che ci fa immaginare questo il vero senso di tutta la canzone, c’è anche chi crede che ci fa così bene rima e il verso entra così bene dentro alla musica che ulteriori ricerche sarebbero state non solo inutili, ma addirittura dannose.

L
: Io sono di questo partito: quando in un pezzo becchi la pennellata giusta non toccare nulla, anche se magari resta qualche schizzo in giro.

E
: E tu di pennellate te ne intendi…

L
: Facciamo un po’ di letteratura con la miseria della mia bravura…

E
: Anzi, più che di pennellate direi proprio di solventi..

L
: Sarebbe?

E: Sarebbe il pezzo “Al Safar” dei tuoi Fabularasa, quando parli del clandestino che , per perdere i connotati, pensa bene di lavarsi la faccia… con l’acqua ragia… cioè parliamone giovanotto: ma che ti viene in mente?

L
: Embè ? Licenza poetica.

E
: Sì, vabbè… però magari ricordiamo a tutti  che non  è il caso di provare a farlo realmente (anche se si ha l’esigenza di sparire per qualche tempo…).

L
: Stai seria con la faccia.

E
: Non posso: sulla faccia delle donne batte quasi sempre il sole… Comunque… nel frattempo tenere Al safar lontano dalla portata dei bambini.

L
: Cioè?

E
: No niente, dico…

L
: Ah, ecco…

E
: E pure il tuo collega calabrese Peppe Voltarelli, non è che sia tanto più esplicito…

L
: Un grande.

E
: Lo so bene ma anche lui… hai presente quando dice che si maschera da lupo con pelliccia, “per non sentire il freddo le zanzare e il Babalù” ?

L
: I babalù si accaniscono sempre coi più cagionevoli…

E
: E vogliamo parlare dei corni puntati dritti verso il cielo?

L: Meglio i seni puntati dritti sul cuore di Fossati.

E: E certo, sei proprio l’uomo più furbo del mondo e fumi tre  pacchi di sigari al giorno… Ma torniamo ai corni di Peppe: sono corni speciali quelli, perché si portano nientepopo’ di meno che… senza “ciancia ciancia”.

L
: Effettivamente sconcertante.

E
: Eccerto: se infatti sui babalù siamo tutti d’accordo, e nemmeno molliamo i corni …

L
: Ottimi contro le sfighe e i fallimenti del Tennessee.

E
: … i ciancia ciancia non ci hanno fatto ancora nulla di grave, quindi non ce la sentiamo di accanirci. Quantomeno su questo, caro Peppe, lasciaci libertà di coscienza… Iamavanti!

L
: Iamarrete

E
: E vabbè: stamo fermi…


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Di Luca Basso (cantautore) ed Elisabetta Malantrucco

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