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Nebüla: il suono e la lirica del futuro

Nebüla è Azzurra Buccoliero. Nel nuovo lavoro c’è davvero tanto di domani

La canzone d’autore si muove dentro evoluzioni non prevedibili a priori. E sono tantissime le penne che diventano altro pensando a come dialogare col suono delle nuove tecnologie… Azzurra Buccoliero si firma Nebüla e da alla luce un altro disco di inediti dal titolo “Urobori”. La parola, quale che sia la sua geografia, diviene strumento e vettore di immagini: il suono prodotto da Giovanni Calella è un vestito di scena ma anche un corpo narrante. Siamo chiamati e rivedere il nuovo concetto di folk, il nuovo habitat di pop e le nuove frontiere che l’espressione artistica sente di dove maneggiare. È un disco distopico, visionario, psichedelico… tutto intriso di forme del pop conosciute.

“Urobori”… come a dire che la vita torna su se stessa?
Si rappresenta un ciclo che può essere la settimana di mille peripezie di un musicista, fra lavori improbabili e mal pagati live o la ciclicità dell’essere umano e del nostro Pianeta in senso più cosmico.

E con le parole che rapporto hai? Sei di quelle artiste che cerca il messaggio anche dentro la loro estetica?
Spesso mi piace creare come degli scrigni-parola, ognuna al suo interno contiene un altro scrigno di concetti.

E di questo suono che sembra provenire da un futuro altro… come ti rapporti alla contaminazione dei generi?
La contaminazione avviene perché siamo esseri mutevoli. Gli ascolti sono sempre in continua evoluzione e anche i musicisti presenti in questo progetto hanno influenzato ilm processo produttivo.

E in generale come l’hai pensato? E il risultato finale pensi somigli a quanto avevi dentro prima di partire?
È un punto di partenza, e di coscienza. Essendo un Ep low fi, sono abbastanza soddisfatta.

Oggi Azzurra Buccoliero chi sta diventando? Te lo chiedo perché un disco simile sembra davvero manifesto di rivoluzione interiore… la quiete dopo la tempesta… da qui si rinasce… e poi in circolo per altre tempeste… che mi dici?
Sono una ragazza / donna che ormai ha raggiunto un punto maggiore di maturità. La consapevolezza di farcela da sola un po’ in tutto. Nella musica mi proietto più per lasciar fluire in maniera naturale ciò che ho voglia di comporre, cos’ come nei live e online, senza l’assillo o la speranza di rincorrere una carriera a livelli mainstream, di cui sicuramente non faccio e non farò parte. Finche avrò qualcosa da dire o da suonare lo farò. Senza scadenze. Senza dover “produrre per forza”.

Written by Alessandro Riva

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