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Che fine hanno fatto i cantautori italiani?

Per molti, il periodo d’oro per la canzone d’autore italiana, è stato indubbiamente quello degli anni ’70. In quel periodo, sembrava quasi non si potesse far musica nel nostro paese senza introdurre temi politici nelle canzoni, senza mettere un’attenzione particolare nei testi, o in qualche modo riferirsi agli esempi francesi o americani. Ma la vera Canzone d’Autore in Italia è veramente finita? Voi cosa ne pensate? Abbiamo pensato di chiederlo ai lettori di Bravonline.

  • Che fine hanno fatto i cantautori italiani?

    • La vera Canzone d’autore italiana è finita con il finire degli anni 70
    • La Canzone d’Autore italiana non è morta, sono cambiati gli stili ed il modo di comunicare.
    • La vera Canzone d’Autore italiana è viva e vegeta, basta ascoltare Brunori oppure Diodato

Written by Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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  1. Bisogna capirsi su cosa si intende per “Canzone d’autore”. Questa dizione è stata coniata da un giornalista Enrico De Angelis. Quindi se la si intende come la canzone d’autore anni 70/80/90/00 si’ e morta. Se la si intende come musica cantautoriale anni 2020 e oltre, e’ ancora viva. Quest’anno una giovane artista, Madame, ha vinto bel due targhe Tenco. Se guardiamo l’album delle Targhe e ascoltiamo qualche canzone, non so, ti Ivano Fossati o Vinicio Capossela e la confrontiamo con qualche canzone contenuta nell’album di Madame (io andrei oltre “Voce”),, vediamo che rivoluzione si è creata. Ma, come tutto, anche la musica deve andare avanti. Deve cambiare e progredire.
    D’altronde come ha detto Monina “La musica (d’autore) è morta! Viva la musica (d’autore).

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