È sempre suggestivo tornare sui tracciati del grande Gianmaria Testa che manca a tutti noi in modo sempre più evidente. Da un’idea di Maurizio Gregori, direttore e anima dell’Orchestralunata, nasce “Come mongolfiere”, prosa e musica che si intrecciano per restituire vita e luce alla musica e alle parole del grande cantautore piemontese. In onda c’è “Al mercato di Porta Palazzo” brano che campeggia dentro un disco meraviglioso come “Da questa parte del mare” che di recente ha ritrovato una nuova ristampa in vinile. Ma la voce e la forma decisamente personale e quella di Tiberio Ferracane, artista, cantautore, musicista ormai naturalizzato torinese. È un vero e proprio inno alla vita e alla comunità. Porta Palazzo è un luogo dove culture, storie e tradizioni si fondono, e da sempre Orchestralunata e Tiberio Ferracane, ognuno nella sua zona di afferenza, cercano di portare avanti il dialogo e la comprensione.
La parola per un cantautore è cosa sacra. Forse quanto il suono. Forse più del suono. Al suono voi che responsabilità avete restituito?
Questa collaborazione, fortemente voluta da Maurizio Gregori, capo orchestra dell’Orchestralunata, e abbracciata con entusiasmo da me, non può che dare pari dignità alle parole e alla musica. D’altronde, rimango sempre dell’idea che, nelle canzoni, la musica e le parole abbiano la stessa importanza, al di là del fatto che si tratti di canzone d’autore o meno. In questo caso, parlando di un’orchestra di dieci elementi, in cui gli arrangiamenti, pur nel rispetto della struttura, sono particolarmente ricercati, la musica ha dato una forza evocativa potente alle parole.
Lo spettacolo come si svolge? Cosa dobbiamo attenderci venendo a teatro?
Abbiamo un’orchestra, un attore, un cantante, i testi e la regia di Alberto “Bebo” Guidetti de Lo Stato Sociale. Ma, soprattutto, abbiamo la magia delle canzoni di Gianmaria Testa e di tutta la sua opera, a cui è ispirato lo spettacolo “Come Mongolfiere”. Sarà una sorta di sospensione del tempo e dello spazio, dove parole e musica trovano una loro naturale identità, tra la magia del concerto e la pièce teatrale.
La voce di Tiberio Ferracane sembra perfetta per l’occasione. Avete scelto la sua anche per una aderenza con la città di Torino?
Come dicevo, Maurizio, subito dopo esserci conosciuti durante un’intervista per la promozione dei nostri lavori discografici – io per il doppio album “Magaria” e l’Orchestralunata per il singolo “Bella Giornata” – il giorno successivo mi raccontò del suo desiderio di portare in scena le canzoni di Gianmaria Testa, anche per le mie caratteristiche Vocali. Io sono un Baritono/basso e rientro in quella famiglia di voci profonde al limite del sabbioso. Io d’altro canto mi ero innamorato delle sonorità dell’orchestralunata, insomma colpo di fulmine. Torino è una bella casualità, come se ci fosse un disegno del destino.
Esiste anche una dimensione di denuncia dell’emarginazione dell’individuo e/o di sacralità nello spettacolo come esisteva dentro la musica di Gianmaria Testa?
Non potrebbe essere altrimenti. Anzi, le premesse dello spettacolo e dei monologhi si sviluppano proprio attorno all’individuo, all’emarginazione, alla paura, al disagio, al viaggio della vita e dell’amore. Il protagonista, il viaggiatore, cerca sempre un nuovo motivo per mettersi in cammino: a volte è l’amore per una donna, altre volte il richiamo di una piazza, di un bar, di un mercato… o forse è solo una canzone l’approdo finale, la giustificazione di questo viaggio. Chissà…
Un video che testimonia tutto questo? Avete pensato anche ad una testimonianza di questo tipo?
In realtà c’è un Trailer e dai video che sono stati girati c’è l’intenzione di farne un video che prenderà vita via via dagli spettacoli dal vivo.


