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Tiberio Ferracane: a proposito di Domenico Modugno

Un libro e un Ep di 3 brani: il cantautore torinese ripercorre una storia eterna

Lo ritroviamo Tiberio Ferracane, lo ritroviamo nei panni di narratore qual è, lo ritroviamo con questa inconfondibile voce rauca ai bordi, profonda nelle intenzioni, ricca di luce nelle intonazioni. E lo ritroviamo ancora parlando di un maestro eterno della canzone d’autore italiana: Domenico Modugno. Si intitola “MISTER VOLARE – 20 anni di vita italiana attraverso le canzoni di Modugno” questo libro edito da Paola Caramella: una lunga intervista a cui Tiberio si sottopone e grazie alla quale è la storia di tutti noi che alla fine viene a galla, canzone dopo canzone.

Ma in rete troviamo a corredo anche 3 brani che il cantautore torinese veste a suo modo, piano e voce soltanto (eccetto che per “U’ pisci spada” che fa soltanto a cappella). Ed è emozionante ma a tratti anche fuorviante seguire percorsi conosciuti in un modo così totalizzante dal punto di vista della personificazione. Forse l’impresa è talmente alta che non è mai giusto attendersi un risultato migliore. Quello che vien fuori è sicuramente un risultato privato, intimo, dentro cui riconosciamo l’uomo Tiberio Ferracane e poi la canzone.

 

Perché Domenico Modugno? Non si può prescindere da questa prima
immediata domanda…
Fondamentalmente ci sono due ragioni.
Una è quella sentimentale, legata ai racconti di mio padre, soprattutto della sua giovinezza, di quando viveva in Africa. Di questo suo concerto visto al Casinò del Belvedere di Tunisi. L’occhio di bue, Domenico Modugno che entra in scena con la sola chitarra e intona “Vecchio Frack”.
L’altra è perché Modugno è stato fonte di ispirazione per più generazioni di Artisti. Perché avevo voglia di approfondire la mia conoscenza su di lui e sulle sue opere. Ma soprattutto capire e comunicare l’enorme impatto che ha avuto sulla società italiana.

E di questo enorme regno musicale, al libro, associ solo 3 brani. Quei
precisi 3 brani. E anche qui: perché loro e non altri?
Devo dire che la scelta è stata piuttosto istintiva. Vedi, se avessi dovuto scegliere fra la enorme produzione di Domenico Modugno forse non ne sarei mai uscito fuori. In verità ho scelto brani che amavo e che rappresentano le sue anime.
Intanto l’utilizzo della lingua dialettale. “Tu si na cosa grande” rientra nella cultura napoletana come una canzone appartenete alla “Canzone classica napoletana” cosi come “U’pisci spada” a quella siciliana. “Vecchio Frack” è forse la prima ballad italiana, forse la prima canzone che possiamo indicare come “Canzone d’autore”, anche se il termine è stato coniato ben più avanti. Per finire i tre brani volevano essere un omaggio per coronare il Libro e anticipare l’uscita nel 2024 di un lavoro discografico per i 30 anni dalla scomparsa di Mr Volare.

Tra l’altro “U’ pisci spada” la lasci nuda, di solo voce. È una scelta
 coraggiosa, quasi che suona come una liberazione…
La potenza lirica ed evocativa di questo brano mi ha sempre ricordato “Le tragedie greche”. Quindi con un atto pensato, ma comunque piuttosto incosciente ho liberato il testo da qualsiasi accompagnamento se pur minimalista e mi sono affidato alla mia voce. Cantare a cappella ti rende libero, come un corpo nudo che nuota in mare. D’altronde immaginavo le urla affannate dei pescatori, e poi il dialogo così vivo, disperato e pieno d’amore dei due pesci spada. La voce fuori campo che non fa altro che constatare la tragicità colma d’amore dell’avvenimento:” chista è ‘ na storia, d’un pisci spada, storia d’amuri”. Credo non ci fosse altra strada percorribile, almeno per me.

Il resto di questo breve Ep di 3 brani, peraltro, si compie in solo
piano e voce… resta questo concetto di solitudine, di sintesi, di
semplicità… o sbaglio?
Si la scelta è questa, anche dall’accompagnamento volutamente minimalista, scarno. Le canzoni di Modugno possono essere rivisitate con grandi accompagnamenti con ricerche vocali e musicali di altissimo livello e lo hanno fatto tutti sin da subito (pensate a Ella Fitgerald e alla sua “Volare” o meglio “nel blu dipinto di blu”) oppure si può liberarle da ogni corbello e lasciare alla voce la giusta intuizione, la giusta enfasi.

E le soluzioni, quel modo di far tue le canzoni. Che ratio hanno
 seguito? Puro istinto o sono didascaliche per qualche narrazione precisa?
Io sono un cantautore, ma è anche vero che mi sono scoperto negli anni un interprete e adoro farlo. Tanto che alterno la mia vita artistica tra le due mie nature. C’è un misto di istinto e di rispetto, voglio dire che quando affronto un Artista e un suo brano mi pongo come obbiettivo principale di mantenere intatta la struttura e di trovare il giusto equilibrio tra musicalità e Narrazione, che spesso è preceduta da racconti e aneddoti, come se tutto diventasse il tutt’uno con il brano.

E alla fine del libro, di questo tuo libro di risposte… le tue… esiste
una domanda che manca davvero e a cui non sai rispondere?
Da cosa nasce tutta questa magia, com’è possibile che alcuni esseri umani hanno la capacità di creare questa “Magaria” (Magia)? Prendo in prestito il termine che da il nome al mio cd del 2022. Ecco alla fine a questo non so rispondere e forse, anzi ne sono certo, la magia nasce perché non sappiamo rispondere ad alcune domande essenziali della nostra esistenza.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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