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PAESI SEMPLICI, IL NUOVO ALBUM DI ANDREA CASSESE

Con gli ospiti: Giovanna Marini, Nino Buonocore, Rita Botto, Kaw Sissoko e Brunella Selo

Andrea Cassese
Andrea Cassese

PAESI SEMPLICI, IL NUOVO ALBUM DI ANDREA CASSESE

Dieci brani incentrati sulla tematica comune del paesaggio e del paese nell’accezione più “pavesiana” del termine: un luogo a misura d’uomo dove il ritmo vitale non viene alterato dai grandi black-out del mondo globalizzato

GLI OSPITI:

Giovanna Marini, Nino Buonocore, Rita Botto, Kaw Sissoko e Brunella Selo

E’ uscito oggi 18 novembre “Paesi semplici” (Viceversa Records/Audioglobe), il terzo album del cantautore napoletano Andrea Cassese. Un lavoro che potrebbe considerarsi un concept album, essendo i dieci brani che lo compongono tutti incentrati sulla tematica comune del paesaggio e del paese nell’accezione più “pavesiana” del termine: un luogo a misura d’uomo dove il ritmo vitale non viene alterato dai grandi black-out a cui il mondo, sempre più speculativamente inurbato, sta andando incontro a causa di un’insostenibile crescita. Le campane, la luna, la campagna, la periferia, la banda, sono tutti elementi che, in ordini differenti o mescolati tra loro, costituiscono la trama dei dieci “quadri” proposti.

Del resto – spiega Andrea Cassese – sono state la stessa pittura, prevalentemente novecentesca, ed in particolare quella di mio padre Francesco, unitamente alla letteratura (Pavese, al quale mi sono ispirato per il titolo dell’album, ma anche Pier Paolo Pasolini, Carlo Levi, Rocco Scotellaro, Ignazio Silone) ad aver alimentato nel tempo la mia già personale inclinazione verso una semplicità. Così, canzoni come “Una Pausa”, “Beata la casa” o proprio “Paesi Semplici” hanno assunto un valore personale ancora più significativo dato il bisogno di comunicare l’esigenza di invertire la rotta rispetto alla insostenibilità del modello capitalistico in atto“.

Da qui le sonorità dell’album e la scelta degli strumenti utilizzati per gli arrangiamenti,che sono quelli tipici della della musica folk e della canzone popolare italiana.

I dieci brani di “Paesi Semplici”, concepiti quasi in maniera consequenziale, costituiscono il corpo di un lavoro discografico involontariamente coerente. La condivisione stessa di una determinata visione artistico-politica ha favorito, poi, la configurazione del gruppo di lavoro che ha portato alla realizzazione del disco, a partire dal direttore artistico Giacomo Pedicini, con punte di diamante come Giovanna Marini, Nino Buonocore, Rita Botto, Kaw Sissoko (Orchestra di Piazza Vittorio) e Brunella Selo.

IL SINGOLO

L’album è stato anticipato dal singolo “UNA PAUSA“, che vede la partecipazione di Giovanna Marini.Il brano – racconta Cassese – si sofferma sulla necessità di una pausa, più che come parentesi, come vero e proprio stato in cui poter sublimare lo spazio della riflessione in merito a ciò che ci circonda. Una canzone senza ambizioni di particolare complessità contenutistica, proprio per rimanere inscritta nella dimensione stessa del suo concepimento e del suo messaggio”.

Il brano è accompagnato da un suggestivo videoclip che si propone come uno sguardo discreto sull’intima sincerità di un momento artistico: la videocamera di Alessandro Freschi (regia e montaggio) immortala il momento in cui per la prima volta Andrea Cassese e Giovanna Marini si incontrano per cantare e suonare la canzone nel tepore della casa della “regina del folk”. (https://www.youtube.com/watch?v=D58Tceg7mcg)

Andrea Cassese

TRACCIA DOPO TRACCIA (Guida all’ascolto a cura dell’autore)

1) PAESI SEMPLICI

Paesi semplici, canzone di apertura del disco è anche la composizione che ha inconsapevolmente avviato il ciclo di scrittura fino alla forma dell’album.

Una festa di piazza, nel buio della notte, si fa faro nel deserto di un progresso vittima del suo stesso meccanismo. Il paese prende sembianza umane: qui le campane possono essere occhi, tanto quanto la campagna, e la luna il ritmo di un respiro e di una passione erotica.

Una visione del paesaggio in termini pavesiani, al punto da giocare anche con il titolo richiamando “Paesi tuoi”.

2) TARASSACO

Il tarassaco viaggia nel vento un po’ come l’uomo viaggia nel mondo (che si tratti di progresso o di

disagio, per naturale ambizione o per ricatto) affollando mari, strade e cielo, travalicando spesso la naturale necessità di posarsi e fiorire. Nel villaggio globale in cui impera l’ambizione di un’ubiquità e tutto sembra poter raggiungere tutto, nello spostamento continuo di dati e persone, il suolo resta orfano di radici che fanno rima con amici, figli e racconti.

In questo caso le radici personali intrecciano quelle del conterraneo Nino Buonocore, quasi a formalizzare un’affinità artistica spesso individuata da critici e musicisti e per ricerca stilistica e per una mai ostentata “napoletanità”

3) LA FISICA, LA CHIMICA, LA CAMPAGNA

La materia prima per ambire al futuro. Dalla terra al cielo in uno slancio progressista da tenersi stretti per sognare e costruire ad occhi aperti ed intrisi di speranza. “La fisica, la chimica, la campagna” omaggia la poetica di Danilo Dolci, maestro del simposio quale perimetro del focolare intorno al quale crescere ad immagine di come ci si sogna.

Canzone scritta in Sicilia, torna nella sua atmosfera “genetica” grazie all’incursione vocale della grande Rita Botto.

4) PRIMORDI

Un grido di rabbia e sgomento da confondersi con gli ululati in lontananza, segnano il deserto che avvolge l’urbanità che si spegne come si spengono i motori, contrariamente al paesaggio incontaminato che trova respiro nel silenzio. Probabilmente è la città stessa ad urlare nella richiesta tardiva di scuse rivolte al Paese e alla Natura per aver perso la bussola.

La canzone popolare riaffiora nelle tammorre e nell’elettricità delle ferite di un presente sospeso attraverso la vocalità atemporale e preziosa di Brunella Selo.

5) UNA BELLA LONTANANZA

Una bella lontananza è quella in cui ogni cosa si palesa secondo la propria immaginazione. E’ il fascino della distanza in cui il contesto nasconde le proprie sconfitte che, portate alla luce, spengono gli entusiasmi di una semplice notte brava.

Tra i paesaggi costruiti, violati, incontrati o temuti c’è da fare i conti con quelli in cui la semplicità non offre conforto, ma miserevole differenza sociale.

6) I RAGLI E GLI ILLUSI

Il racconto sbeffeggiante di una modernità che spesso, ancora oggi, arranca rispetto a tecniche tanto essenziali quanto efficaci.

Consolati e guidati da echi bandistici si può raggiungere la meta di una quota elevata più che con mezzi speciali, con il passo sicuro degli asinelli.

Una provocazione per non rischiare di essere superati da tempi e realtà ritenuti passati nella ricerca estenuante di quelli futuri.

7) BEATA LA CASA

Un piccolo scorcio su altrettanti piccoli gesti più o meno ordinari, al punto da farsi sottocutanei e invisibili, intrisi nel perimetro di un orizzonte o di vere e proprie pareti con finestre rivolte verso quest’ultimi. Per qualcuno ci sono anche dei tetti sotto i quali proteggersi e per qualcun altro solo l’esigenza di poter varcare la soglia che ci pone al sicuro.

Vi sono paesi oggi abitati quasi solo da case disabitate che sembrano lanciare un invito all’accoglienza per poter proseguire il racconto delle vite a venire.

8) DIETRO UNA CURVA

Il repentino passaggio da una condizione ad un’altra, diametralmente opposta, spesso anacronistica , quasi si tratti di un viaggio nel tempo, porta gli sguardi ad incrociarsi nel tragitto pietoso di un viaggio non scelto.

Il tema dell’immigrazione si ripresenta ciclicamente quasi come le stagioni, per cui vi sono frutti cresciuti da mani diverse da quelle che li colgono o più tristemente restano incolti sul terreno lavorato.

La canzone nasce senza l’intenzione di riferirsi a fatti specifici data la trascendenza della tematica, per quanto i fatti di Riace furono determinanti alla stesura del brano.

9) IL SENTIERO

Scritto durante il primo lock- down, per lungo tempo questo brano è rimasto appuntato con il titolo

provvisorio di “Silenzio”.

Le parole tacciono per lasciarsi trasportare dalla musica con cui si è personalmente cercato di riemergere verso una luce, esclusivamente indirizzando il pensiero al traguardo, proprio come in un sentiero.

Un sentiero sonoro in cui alle corde della chitarra si intrecciano quelle della kora di Kaw Sissoko (Orchestra di Piazza Vittorio) simbolo di una tradizione sub sahariana propria del Griot (menestrello) con cui ci si è amorevolmente imbarcati.

10) UNA PAUSA

Senza ambizioni di particolare complessità contenutistica, proprio per rimanere inscritta nella dimensione stessa del suo concepimento e del suo messaggio, (data la cifra stilistica debitrice della grande tradizione popolare e dunque anche della sublime Giovanna Marini che ne è fondamentale protagonista), la canzone si sofferma sulla necessità di una pausa, più che come parentesi, come vero e proprio stato in cui poter sublimare lo spazio della riflessione in merito a ciò che ci circonda senza essere più visto.

CREDITI

Testi e musiche di Andrea Cassese

Arrangiamenti a cura di Giacomo Pedicini e Andrea Cassese

Produzione e direzione artistica di Giacomo Pedicini

Registrato a Napoli presso gli studi: “Room999” di Giacomo Pedicini, RTF studio di Salvio Vassallo, TP studio di Antonio Esposito e a Catania presso il Phantasma studio di Enzo Velotto.

Missaggio e masterizzazione di Salvio Vassallo presso RTF studio.

Andrea Cassese: voce, chitarra acustica, chitarra classica, percussioni

Giacomo Pedicini: basso elettrico, contrabbasso, violoncello, chitarra elettrica, tromba, percussioni

Antonio Esposito: batteria, percussioni

Giosi Cincotti: fisarmonica, pianoforte

Franco Paolo Perreca: flauto, clarinetto

Progetto grafico

Concept: Andrea Cassese

Art director: Franco Lancio

Immagine di copertina: Francesco Cassese

Paesi miei” olio su tela, 1959, 60x50cm

CHI E’ ANDREA CASSESE

Napoletano, classe 1986. Intrapreso lo studio della chitarra all’età di tredici anni, inizia a scrivere le proprie canzoni e l’anno successivo vince il premio della critica al concorso regionale “Giovani suoni”. E’ attivo sulla scena musicale dall’inizio degli anni 2000 con una lunga gavetta in locali principalmente jazzistici, anche se le sue canzoni risentono di un’influenza folk tipica della canzone d’autore italiana filo-americana.

Nel 2002 si classifica al terzo posto del premio “Beniamino Esposito” patrocinato e presieduto da Renzo Arbore, con il brano inedito “Il sogno di Lisbona”.

Nel 2005 realizza le musiche per un cortometraggio con l’attore Lucio Allocca, “Trappole”, prodotto dal Teatro De Poche.

Nel 2008 l’etichetta indipendente Magma Music pubblica il brano da lui scritto e composto “Quando è neve” nella compilation “Canzoni”. Nel 2009 si classifica tra i primi 30 artisti di Sanremofestival.59 e parte in tour, con il suo spettacolo “Canzoni a lunga conservazione” che prende il titolo dal brano in gara. L’anno successivo partecipa al progetto di Gianni Simioli “Cafè do friariell”, insieme ad artisti del calibro di Peppe Barra, Pietra Montecorvino, Enzo Gragnaniello, James Senese e in una compilation manifesto del made in Naples in cui Cassese riarrangia il brano “Pe’ sempe” di Mauro Caputo, ricevendo numerosi apprezzamenti dalla critica musicale. Nel 2011 si esibisce in occasione dell’apertura della rassegna tenutasi a Napoli “S. Elmo Estate 2011” introducendo la serata di Niccolò Fabi nella magica cornice del castello cittadino.

Il 30 aprile 2012 riceve il Premio per la miglior musica e il Premio della critica nell’ambito del Festival nazionale “Discanto” dedicato alla canzone d’autore tenutosi a Pisa. A consegnargli i premi è Mario Venuti.

Particolarmente apprezzato dalle radio, Cassese viene invitato a diverse trasmissioni tra cui “Zazà” su Radio 3 Rai che dedica una puntata alle sue canzoni. Nel 2015 arriva il primo disco ufficiale, “Oltre gli specchi” [Seltz Recordz – Audioglobe], che porta il cantautore partenopeo sulle pagine di molti giornali e siti di settore e non solo, e sui palchi di tutta Italia. Il disco vede la collaborazione di numerosi artisti, tra i quali, Fausto Mesolella (chitarrista degli Avion Travel) per la canzone “Il gesto”; Gabriel Zagni (coautore di Lucio Dalla per la canzone “Prendimi così”) con cui firma il brano “Anche quando non capiamo”. Intanto Luca Madonia lo coinvolge per l’apertura del concerto di presentazione del suo disco “La monotonia dei giorni” al MA di Catania.

Nel 2016 Cassese entra nella compilation Bedroom Songs della Viceversa Records assieme a colleghi nazionali ed internazionali. Il 2019 vede l’uscita del secondo disco, “La Minoranza” (Seltz Recordz – Believe – Audioglobe), la cui presentazione ufficiale è inserita all’interno del Napoli Teatro Festival nella sezione letteratura diretta dallo scrittore Silvio Perrella. Segue un tour nazionale e l’apertura al concerto napoletano di Cesare Basile, produttore e ospite del brano “Prospettiva bidimensionale” contenuto nell’album. Tra le undici canzoni del disco, “Non luogo” viene inserita all’interno della trasmissione “Pier Paolo Pasolini. Appunti musicali” per Rai Radio Techete’.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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