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Vi ricordate Enzo Carella? Avincola: “Un’icona, poco conosciuto perché era troppo avanti”

Avincola sta portando in giro per l’Italia il canzoniere di Enzo Carella, geniale artista pop che arrivò secondo a Sanremo con Barbara nel 1979.

Il grande pubblico ha conosciuto Avincola anche grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo 2021, quando partecipò tra le Nuove proposte con Goal!, ma la carriera del cantautore romano è lunga e piena di soddisfazioni e collaborazioni. Da qualche settimana il cantautore ha deciso di andare in scena con un progetto ambizioso, ovvero portare in tour uno dei cantautori italiani più geniali e ingiustamente sconosciuti, ovvero Enzo Carella a cui il cantautore è legato oltre che dalla passione per la sua discografia anche da Pasquale Panella, autore dei testi del cantautore scomparso nel 2017 che di alcune canzoni dello stesso Avincola. Carella è stato uno dei più grandi artisti pop italiani, visionari, eclettici, musicista con idee spesso troppo avanti, e incomprensibilmente troppo poco noto, nonostante sia stato amato da artisti come Lucio Battisti e venerato da un’intera generazione di giovani cantautori, raggiungendo il massimo di popolarità quando, nel 1979, arrivò secondo al Festival di Sanremo con la canzone Barbara, ma fu anche autore di brani come Malamore, Parigi e Amara. Qui l’intervista ad Avincola.

Come mai hai scelto di suonare e far riscoprire Enzo Carella?

Mi è sempre piaciuto perdermi nell’oscurità dove ancora oggi – purtroppo – vivono tantissimi artisti che non hanno mai ricevuto un giusto riconoscimento per le loro opere. Già un po’ di anni fa realizzai il docu-film dedicato a Stefano Rosso, questa volta ho voluto gettare luce sul repertorio meraviglioso firmato Carella-Panella.


Come hai conosciuto la sua musica?

Essendo uno studioso e ricercatore di questi artisti, mi è capitato di rimanere piacevolmente intrappolato nei suoi immaginari che sembra provengano da un futuro lontano. Poi nel 2021 quando ho partecipato a Sanremo, in molti mi hanno accostato a lui e sono successe una serie di cose una dopo l’altra. Mi contatta Morgan per trasformare delle poesie di Panella in canzoni (la mia “Barrì” contenuta nel mio ultimo album ha le parole di Panella, infatti). Poi andiamo in tv con Morgan a cantare “Ecco i negozi” del Battisti-Panella. Insomma, tutto mi ha portato a questo nuovo progetto di cui vado molto fiero.


Come mai con te c’è anche Maccio Capatonda?

Maccio è venuto alla prima data che abbiamo fatto a Roma perché profondamente legato alle canzoni di Carella. Sul palco ci ha raccontato che per un pelo non si sono conosciuti, avrebbe voluto inserire un brano in suo film ma poco dopo Enzo ci ha lasciato. E poi l’ho invitato perché mi incuriosiva questo intreccio stilisticamente surreale che hanno entrambi e che secondo me li lega molto.


Carella è un artista amato da tantissimi cantautori – da Colapesce a Fulminacci, passando per Sinigallia, Colombre, come mai c’è questo bisogno di ricantarlo?

Io credo che in molti ci ritroviamo affascinati dal suo stile e dal suo linguaggio così atemporale che riesce a portarti in un mondo parallelo in cui – appunto – il tempo non esiste. Una bolla che è sempre lì lì per scoppiare ma che in fine non scoppia mai. Galleggia nell’aria, anzi. Il bisogno di ognuno è personale. Il mio è quello di avere il piacere di perdermi continuamente


Hai mai parlato con questi artisti di Carella? C’è qualcuno che potresti avere come ospite nei concerti?

Ho il piacere di conoscere Riccardo, con cui abbiamo fatto diverse cose insieme. Lui molto prima di me ha portato alla luce il brano “Malamore”, anche Colapesce, Fulminacci e molti altri. Il mio progetto è un live itinerante che, a seconda delle città che tocca, accoglie diversi ospiti. Quindi, vista la tua domanda, approfitto per dire ufficialmente a loro che se volessero partecipare, io ci sono. Sarebbe bello e importante soprattutto.


Come mai, secondo te, c’è ancora una nebbia sulla sua produzione?

Questo me lo domando sempre, purtroppo non ho mai una risposta. Credo che ci siano una serie di eventi diretti e indiretti che portano all’insuccesso (così come al successo). Quello che ho capito è che lui viveva la musica così come la sua vita: liberamente, con lucida purezza. Al mercato questo non piace di solito. E poi va contestualizzato il periodo storico. Al di là dei gusti personali che ognuno può avere, lui era oggettivamente “avanti” in tutto, sia come produzione che nel modo di porsi sul palco. Il pubblico forse non era pronto a seguire un alieno che proveniva da un altro pianeta…


Quali sono le tue canzoni preferite del suo repertorio?

Domanda difficilissima. Mi piacciono davvero tutte. Ognuna ha poi un alto grado di sperimentazione, cosa che oggi non esiste quasi più. Quindi il fatto che ascoltando i suoi brani si possa passare da un pianeta a un altro, non mi permette di dirti quali siano le mie preferite. Sono tutte diversamente speciali. Ho però un album preferito (forse). È il più sconosciuto: “Se non cantassi sarei nessuno”. Panella mi ha confidato che è anche uno dei suoi preferiti. La copertina è tutta composta dai disegni di Enzo.


Dov’era la sua genialità?

Nel suo modo di porsi difronte alla musica. Aveva un approccio apparentemente semplice ma non lo era affatto. Con questo mio progetto ci siamo accorti, insieme alla mia band, della complessità musicale dei brani. Anche lui, come Battisti, risulta essere molto orecchiabile ma quando lo si suona ci si accorge della grandezza compositiva dei brani. Non a caso i suoi primi album erano suonati e arrangiati dai Goblin. Maurizio Guarini dei Goblin, tra l’altro, è stato nostro ospite nel concerto di Roma. È stato incredibile suonare con lui, sembrava di essere tra le righe del vinile “Barbara e altri Carella”. Un’emozione travolgente…


Hai deciso di portarlo in tour, che rapporto hai con la sua famiglia?

Ho stretto amicizia con il nipote di Enzo. Un ragazzo carinissimo che è venuto anche a sentirci a Roma. Mi ha raccontato di uno zio che prendeva la vita con estrema purezza.


Hai avuto proposte di lavorare a qualche suo inedito?

So che ne esistono in giro. Mi piacerebbe moltissimo. Sarebbe una delle cose più importanti della mia vita. Chissà, un giorno…


Un punto in comune tra te e lui è Pasquale Panella, qual è il racconto che chi lo conosceva ti faceva di lui?

Panella era molto legato a Carella. Erano molto amici. Hanno vissuto la loro crescita artistica insieme. Hanno effettivamente iniziato tutto insieme. Si sono inoltrati nel mondo della musica spalleggiandosi. Se ci pensi, Panella ha collaborato con moltissimi artisti: Battisti, Cocciante, Mango, Minghi e molti altri ma solo con uno ha scritto tutti i testi dal primo all’ultimo album: Carella, appunto.


Come si svolge il concerto, che canzoni farai e quali sono le prossime date.

Il concerto è una sorta di percorso cronologico in cui suoniamo con la mia band alcuni brani di tutti gli album di Carella (dal primo all’ultimo). E poi lo raccontiamo attraverso contributi audio-visivi. Tutto cambia e si trasforma ovviamente anche in base a gli ospiti che vengono a trovarci sul palco.


Le prossime date sono ad aprile:

  • – 10 PESARO (Spazio Webo)
  • – 11 MILANO (Apollo)
  • – 12 TORINO (Cap10100)

Il calendario è in continuo aggiornamento. Per cui consiglio sempre di seguire le mie pagine o visitare direttamente: www.avincola.it/enzocarella

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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