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Il Premio De André a Brunori Sas e Musica Nuda

“La mia Ode al cantautore è un omaggio al grande maestro genovese”, dice l’artista calabrese. Petra Magoni e Ferruccio Spinetti ricordano il concerto all’Agnata di fronte a Dori Ghezzi

Brunori Sas

“Mio padre era abbonato al Reader’s Digest: insieme al magazine arrivavano a casa anche libri e cassette audio. Una volta arrivò un intero cofanetto dedicato ai cantautori in cui c’era anche una cassetta su De André. Facevo le elementari, era la metà degli anni ‘80. Tra i brani che mi rimasero impressi c’era La Canzone di Marinella, pezzo che comunque sentivo intonare a mia madre, maestra di canto e fan di Mina”. Parola di Dario Brunori, pronto a ritirare la Targa Faber durante il gran finale del Premio De André in programma giovedì 12 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, evento a cui partecipa anche suonando alcune canzoni alternandosi con gli 11 artisti emergenti che si contendono la vittoria dell’edizione numero 21 della manifestazione. Ovvero Barreca (Taurianova, Reggio Calabria), Dalia Buccianti (Venturina Terme, Livorno), Diplomatico e il collettivo Ninco Nanco (Venezia),  Elena Calaudi (Montesilvano – Pescara), Fabry-T (Messina), Lorenzo Lepore (Roma), Luigi Friotto (Fossacesia, Chieti), Marco Russo (Catanzaro), popforzombie (Torino), Porfirio Rubirosa (Venezia), Rame (Roma).

Di recente, nel suo ultimo lavoro Cheap, Brunori Sas ha inciso Ode al cantautore: “E’ un divertissment su me stesso e sulla figura del cantautore – spiega l’artista – Proprio il De André di Carlo Martello è una delle fonti di ispirazione, sia dal punto di vista melodico-armonico che di quello della declamazione con quel tono tra aulico e ironico. Al di là del fatto che l’omaggio si palesa nel primo ritornello”. A esattamente vent’anni dagli esordi discografici con il collettivo Minuta e forte della consacrazione raggiunta a colpi di palasport nell’ultimo tour, si impone un primo bilancio della sua vita artistica. “E’ una fase in cui sono molto in discussione con me stesso, è un momento interlocutorio in cui questo premio mi rende felice in quanto segnale di indirizzo. Devo decidere il da farsi riguardo le prossime scelte da compiere e per fortuna con questo riconoscimento l’anno parte bene. Sono molto contento e ho l’impressione di essere chiamato a fare uno scatto. Ora mi chiederò “Cosa direbbe De Andrè di questo testo?” ogni volta che starò per incidere una nuova canzone”. Chissà quindi se avrà già deciso quale sarà la sua prossima canzone. “E chi lo sa, magari un tormentone estivo alla Despacito…  Ovviamente sto scherzando. O forse no: spesso faccio pensieri con cui non sono d’accordo”.

Musica Nuda
Musica Nuda (Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)

Tra gli ospiti speciali della serata di giovedì, Musica Nuda conquista il riconoscimento Quelli che cantano Fabrizio. “Sono arrivata a De André piuttosto tardi – spiega la cantante Petra Magoni – mi colpivano le voci con maggiore estensione e soprattutto musica inglese o americana. Ma a fine anni ’80 il mio ex fidanzato mi registrò delle cassette per farmi scoprire cose diverse. Come Morire per delle idee: fu una folgorazione. Penso che sarà uno dei brani che suoneremo durante la premiazione”. E il contrabbassista Ferruccio Spinetti aggiunge: “Anche io ho scoperto tardi De André: mi colpì Creuza de ma, probabilmente avevo 14 o 15 anni e rimasi rapito dalle scelte sonore di Mauro Pagani in chiave world-music…”.

E qualche anno fa Paolo Fresu chiese a Magoni & Spinetti di fare un concerto all’Agnata, la residenza di De André in Sardegna. “Suonammo nel giardino della villa di fronte a Dori Ghezzi, alla fine quel progetto è diventato un album dal vivo – aggiungono i due artisti – I brani che abbiamo più sentito nostri sono Girotondo e Ho visto Nina volare. Che è entrato nel repertorio dei nostri live”.  Concerti che in vent’anni hanno superato quota 1.500, traguardo importante che Magoni & Spinetti festeggiano con il nuovo singolo Guardami scritto da Frankie Hi Nrg, apripista del nuovo album e di un prossimo capillare tour che parte dalle Marche per poi snodarsi tra Roma, Milano e tutta l’Italia.

Biografia di Redazione Bravo!

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