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Michele Coletta: ballare piano per restare dentro il presente

La dance di un tempo e poi qualche spiraglio pop di nuove frontiere

Tra dance, funk e suggestioni new wave, Michele Coletta recupera colori e suoni del passato, di certe balere “moderne”, di luci stroboscopiche e cocktail di suffragio. E poi il senso della parola si fa estetico e denso di glam. Non è un’operazione di nostalgia. Si intitola “Piano piano” e diventa così una piccola filosofia del quotidiano: rallentare non per fermarsi, ma per riconoscere ciò che accade mentre siamo troppo occupati a inseguire il futuro. E il passo si muove, il ritmo si traduce in seduzione, ma il sex-appeal qui significa anche riflettere sul modo che abbiamo di stare al mondo…

Ievitabile tornare indietro con un certo immaginario sonoro. Un ripescare dal passato o è un rinnovare quel che c’è stato?
Be sicuramente un rinnovare ciò che di buono e bello c’e’ stato nel passato, almeno per miei gusti

Dal punto di vista lirico: molto “pop” direbbe qualcuno. Io ci sentomolta new wave anche nella scelta delle parole… a te la palla…
Sicuramente di new wave c’e’ uno spirito di ricerca artistica, quindi di fatto del pop c’e’ ma con uno studio di innovazione o almeno ci ho provato.

I colori accesi, molto glam tutto quel che vedo. Che ragione hanno?
Be traducono di fatto la visione allegra e fiduciosa che ho io nella vita, in ogni canzone scrivo verità con un pizzico di ottimismo, quindi con colori molto forti.

E quanto c’è della tua vita quotidiana in questo suono? Vivi la notte ballando piano dentro balere e discoteche?
Della mia vita quotidiana c’è molto in questo suono ma soprattutto nel testo del brano. Ho vissuto la notte da giovane ora mi godo la vita incitando i giovani a farlo!

Dunque il caos di oggi è il vero nemico… esiste una soluzione veramente efficace contro la fretta?
Come dico nella canzone la soluzione e’ Ballare Piano… cioe’ godersi il presente senza correre troppo verso il futuro, perche’ le emozioni che ci circondano ci sono ora in questo momento, nel presente.

Written by Alessandro Riva

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