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Altrove: l’esplosione world di “Animali”

Un grido, una liberazione e una denuncia. La canzone d’autore impegnata

C’è la forma che ha il gusto di una bella canzone. C’è il rock nell’anima che non significa chitarre distorte bensì modi di covare un bisogno e una necessità. Ashai Lombardo Arop in arte Altrove la ritroviamo con questo nuovo singolo dal titolo evocativo e violento a suo modo: “Animali”.

«”Animali” racconta tre storie, tre drammatiche vicende con riferimenti specifici ad accadimenti ricorrenti nella nostra società e che segnano uno stigma su una falla del sistema. Tre storie che si fanno simbolo di ogni sopruso, di ogni oltraggio, di ogni trasgressione alla Dichiarazione universale dei diritti umani». Altrove

Da qualche parte modifica la forma del pop da cassetta e tinge di world il modo di pensare alle soluzioni. E la parola non è ostica e non è mera estetica ma diviene strumento e ricerca di un messaggio che sia importante. E così nel video ufficiale: severa e definitiva. Una lunga e interessante chiacchierata quella che segue…

La violenza di genere è il centro di questo nuovo futuro di Altrove. Come ti sei confrontata col tema? Come lo percepisci e come pensi si possa risolvere?
La violenza di genere è solo una parte delle tematiche che affronta il brano. In senso stretto, effettivamente 1/3 di esso, raccontando tre storie tutte legate a tematiche imponenti, tutte che parlano di soprusi nel mondo moderno e in senso largo vuole rappresentare tutte le violenze e le violazioni che si perpetrano continuamente e sempre di più in una società che si fregia d’esser considerata civile. Mi rendo conto quanto il titolo e l’accezione “uomini” sia controversa e passibile di fraintendimenti. La chiamo licenza poetica, perché la scrittura in rima necessità di trovare vie che soddisfino anche i suoni oltre che i significati e in questo brano per una questione di struttura non potevo utilizzare “uomini e donne” oppure “umanità”… ho dovuto utilizzare l’accezione che per almeno 800 anni è stata la dicitura più diffusa per l’umanità tutta, compresa di uomini e donne, e che solo ora sta iniziando a modificarsi grazie a sforzi notevoli per un cambiamento culturale necessario di cui la lingua è parte fondamentale. Quindi nel ritornello Animali “gli uomini sono animali” intende che tutta l’umanità utilizza la sua parte più bestiale… poi per la parola “animali” ci sarebbe un atro discorso da aprire…
Come mi confronto con il tema della violenza di genere? Nel modo in cui si affronta la violenza in genere… la violenza è ormai uno strumento di potere di sfogo di riscatto di supremazia di governo mediatico di guadagno… la violenza è dappertutto da quella più sordida a quella più esplicita e la violenza sulle donne è il prodotto di una società violenta dove il potere politico viene prima della salvaguardia delle persone e la violenza sulle donne è prodotta da uomini che vivono in un mondo di violenza e che fin da bambini sono esposti a violenze o a visioni di violenze come se fosse la normalità. La soluzione è un percorso di consapevolezza sociale, individuale e collettiva, che deve partire dai vertici della società e risolversi in azioni che modifichino le storture legislative e istituzionali soprattutto nel mondo dell’istruzione e dell’assistenza sociale alle famiglie; si deve partire dall’inizio, dalla nascita di un individuo, quindi dalla famiglia l’asilo la materna le medie il liceo… ogni tappa deve educare alla non violenza e dare anche strumenti alterativi. Fondamentale per me è il dialogo fra uomini e donne, la partecipazione maschile alla lotta alle riunioni alle manifestazioni al dibattito e la creazione di centri antiviolenza per uomini, strutturati per accogliere gli uomini violenti ed aiutarli tramite percorsi a non arrivare ai gesti più estremi.

La musica che ruolo ha? Può tornare ad avere un ascendente sociale?
La musica ha ed ha sempre avuto un ascendente sociale. Lo si capisce da quanto il look delle cantanti e i cantanti di turno possano agire sulla moda del momento o la loro vita privata diventi un modello negativo o positivo per migliaia di adolescenti e non. Però la sua influenza viene utilizzata in questo modo appunto, tenendo esposta la sua parte più frivola e limitando così la possibilità di influenzare in maniera tanto efficace su altre tematiche e altre questioni che non siano una marca di automobile o una vacanza trandy. Questo è il motivo per il quale mass- mediaticamente ciò che ci bombarda ad ogni giro di stagione dalle radio in maniera ossessiva è quella parte della musica con contenuti frivoli e viene lasciato molto meno spazio a quella di natura più riflessiva ad esempio o più politica perché no. La musica e l’arte sono strumenti potentissimi sia in termini di guadagno che in termini di diffusione delle idee …non è vero che con l’arte non si
mangia, con l’arte mangerebbe tutta l’Italia in rapporto al patrimonio artistico immenso che abbiamo … ma preferiamo puntare sugli chef, che sono artisti e il cibo italiano è patrimonio dell’umanità, ma è la forma d’arte che riempie la pancia e annebbia il pensiero e comunque solo una parte del nostro potenziale. Se anche le altre forme d’arte fossero spinte come lo è la cucina estingueremmo il debito pubblico. L’arte che fa pensare è valorizzata da chi non vuole tenere la popolazione sottovuoto a uso e consumo di pochi.

Questo nuovo percorso di Altrove? In cosa ti stai misurando e dove ti stai dirigendo?
Mi misuro con me stessa… ma alla continua ricerca di collaborazioni. Credo che il senso di ogni percorso stia nel percorso stesso e quando hai pochi mezzi devi imparare ad avere pazienza e attendere, camminare un passo alla volta consapevole che le idee e il mio mutare vanno più veloci della realtà pratica. Quindi ogni passo è nuovo, io muto velocemente e provo a far evolvere la mia musica in questa condizione. Auspico di avere sempre la possibilità di mettere in pratica la mia parte creativa, poter dare voce alle mie idee sul mondo e poterlo fare non da sola ma in collaborazione.

“Animali” ha anche un video fresco di pubblicazione: se vuoi possiamo definire tutto questo un manifesto politico?
Se per politico vogliamo intendere l’origine della parola e del concetto anche sì… la techné della polis… una forma d’arte in sé che iniziava a definire in maniera articolata l’amministrazione della cosa pubblica e la cittadinanza… al momento credo non ci sia mai stata tanta separazione fra l’arte, come la intendo io, e la politica. Tuttavia l’arte in parte è anche propaganda e se ha la potenza mediatica di cui si parlava sopra ha sicuramente molti punti in comune con la politica, soprattutto nella sua pericolosa capacità di abbindolare le masse. Al momento sono più interessata alla cittadinanza alla parte sociale e attiva della città, agli individui che sanno unirsi in comunità e collettività non in masse informi, che sanno fare ragionamenti al di sopra della necessità di consenso e ad un arte che stimoli tali ragionamenti. Credo che la politica stia cambiando la sua natura e presto servirà un neologismo per poter ripristinare il senso della “cosa pubblica”.

Il ruolo delle percussioni e di questo sapore tribale: è un simbolo di origine e di sacralità che si restituisce all’uomo? L’istinto animale se vuoi?
Seppur in questo brano siano soprattutto una scelta estetica, volendo interpretare ciò che la centralità delle percussioni di varie culture ha rappresentato nella mia vita, sia coreutica che musicale, in tanti anni, direi proprio il contrario de il ritorno all’animalità, soprattutto nella maniera in cui l’istinto animale è visto in questo brano. I tamburi sono il ritorno all’umanità prima della violenza mediatica organizzata che rende tutti soli davanti ad uno schermo pieno di immagini di abusi e che si trasforma presto in violenza concreta, e che se prendiamo uno di questi esempi, i videogames, è più rappresentata dalla musica elettronica che dalle
percussioni di legno pelle e corda. I tamburi sono il simbolo di società ancora rispettose almeno di ciò che era considerato famiglia, di rituali collettivi, di comunità dove nessunə era lasciato solə e di società dove la musica e la danza erano parte fondamentale della quotidianità e del benessere psico-fisco dei suoi membri e non mero intrattenimento.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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