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Devil A: metropolitano, urgente, sentito

Illuminiamo da vicino il nuovo singolo dal titolo “Le strade della mia città”.

Ritroviamo il pop d’autore di Angelo Autorino in arte Devil A. Giovanissima penna del nuovo pop digitale che cerca nelle soluzioni dello sguardo e della ricerca oltre l’estetica superficiale, un senso che non sia solo di forma. Ecco il nuovo singolo uscito per la Soter dal titolo “Le strade della mia città”: si consuma dentro quel modo sospeso che si prova nell’osservare e nell’osservarsi, un luogo-non luogo anche colorato da un suono che certamente cerca la soluzione melodica vincente, ma tanto sa anche attendere, non risolversi, fluttuare. È notte: restiamo vincolati a quel che pensiamo con la paura di quel che dovrà accadere.

Partiamo dall’allegoria di queste strade. Tutte rotte… come gli ostacoli di una vita… da non scansare ma da affrontare. È così?
Esattamente cosi! D’altro canto sono le stradine tortuose a portarti quasi sempre a vette dove il panorama ti lascia senza fiato.

Quel certo modo di chiudere le vocali che richiama un poco quel modo metropolitano di Zerocalcare o della canzone di Giovanni Truppi. Ha senso come linee guida per l’ispirazione?
Sono attratto da anime malinconiche perché ne conosco l’origine quindi può darsi

E restando sempre dentro questa allegoria: una volta finiti dentro una buca?
Puoi anche fermarti un po’. Controllare se è tutto okay e ripartire. Fermarsi delle volte è importante per non rischiare di camminare su qualcosa di già rotto.

Parliamo di produzione: ho notato (forse sbaglio) come nel mix si torna a fare un pop che da ampio risalto al rullante. Una scelta molto anni ’90… o sbaglio?
Assolutamente si. La scelta del rullante è stata voluta fortemente da me in questo brano. Credo sia stata la scelta migliore.

E in generale è bellissima la sonorità acustica e l’elettronica assai trasparente, anzi inesistente all’estetica che arriva. Dunque si torna alle origini di un suono suonato? Il futuro delle macchine come lo vivi e cosa ne pensi?
Per me puoi fare un ottimo lavoro anche con le macchine ma devi avere gusto per assemblare suoni e loop. Personalmente credo ci voglia almeno un minimo di conoscenza di uno strumento musicale come ad esempio il piano o la chitarra. Ho un po’ paura che nessuno più scriva canzoni perché l’intelligenza artificiale, la banalità, la paura…

E per chiudere l’allegoria… si corre per evitare le buche ma poi si finisce sempre ad incontrare se stessi?
Non c’è via di scampo alla coscienza di un uomo. Da un gesto d’amore lasciato sotto terra, crescono alberi incantevoli nel tempo. Tutto tornerà, lo so!

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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