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I HATE MY VILLAGE – Nevermind The Tempo, Il nuovo album per Locomotiv Records

I Hate My Village - foto di Donato Sansone

A tempo o fuori tempo? Nel tempo o in ritardissimo? Poco importa.

Nevermind The Tempo è il nuovo album degli I Hate My Village in uscita oggi venerdì 17 maggio per Locomotiv Records.

Ascoltalo qui: https://bfan.link/nevermind-the-tempo

Acquista l’album in formato cd, vinile e box deluxe con vinile verde (in edizione limitata di 500 copie): https://i-hate-my-village.bandcamp.com/album/nevermind-the-tempo

Cover di NEVERMIND THE TEMPO I Hate My Village
Cover di NEVERMIND THE TEMPO I Hate My Village

Un disco che segna l’atteso ritorno della super band più amata della scena indipendente italiana, formata da quattro protagonisti assoluti della nostra musica “diversa”: Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Marco Fasolo (Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari (Verdena).

Nevermind The Tempo è una specie di manualetto per sbagliare. Un disco sgrammaticato che non cerca nessuna grammatica, che non rincorre nessuna architettura musicale ma che tratteggia un mondo che non ha eguali nel panorama musicale del nostro Paese: storto e distorto, visionario e magico, improbabile e allucinato, inconfondibile e travolgente.

Più che un mondo, quello creato dagli I Hate My Village è un vero e proprio universo, pieno di galassie da esplorare: un big bang creativo libero e liberatorio attraversato da meteore sonore imprevedibili, un ipnotico buco nero da cui lasciarsi risucchiare.

Un album che è un elogio dell’approssimazione come risposta all’assillante ricerca di perfezione del nostro tempo. È la fusione brillante, selvatica e sfacciata di quattro artisti diversissimi ma capaci di completarsi alla perfezione, in modo naturale e istintivo, plasmando un mosaico sonoro disallineato ma meticolosamente assemblato, formato da tasselli imprecisi di intuizioni sorprendenti, combinazioni irriverenti e contaminazioni che corrodono ogni regola o equilibrio precostituito.

Nevermind The Tempo racchiude lo spirito e gli intenti che animano la band fin dalla sua nascita, nel 2018: dieci tracce che mostrano come viaggiare attraverso i suoni dell’Africa senza sembrare un turista bianco, come autodistruggersi in modo creativo e come far transitare parole e suoni, senza badare troppo alla narrazione, afferma Adriano Viterbini.

Dalla jam vorticosa e spregiudicata registrata su nastro dal vivo e avvolta in una nebbia psichedelica di Artiminime a quella pseudoafrobeat ipnotica, tribale e futuristica dalla quale sgorga Water Tanks, popolata da visioni d’oltremare e strani segnali remoti. E poi il vagabondare senza direzione, ma su una strada ben precisa, di Italiapaura, una giostra di sibili, ritmi e spirali di pad scivolosi e rullanti, corde di nylon e acustiche e linee africane e suoni dritti in faccia; il procedere sbilenco di Eno Degrado, attraversata dall’atmosfera sferzante e umida del giorno grigio in cui è nata. L’energia afrodisiaca di Mauritania Twist, una cavalcata a dorso di cammello con i Flaming Lips nelle cuffie, precipita nel ritmo inquieto e obliquo di Erbaccia, dove la voce piena di sentimento si culla su una jam lenta e lunare, in cerca di emozioni profonde. Jim invece è una canzone soul che si scioglie in un arcobaleno, che si ramifica in un fitto bosco. Apparentemente spensierata, è piena di dubbi e malcontento, spaesata, dolorosa. L’unica traccia strumentale del disco, Dun Dun, è in bilico tra stasi e costante movimento da un piano immaginario all’altro: una composizione lunga e ipnotica, mai del tutto regolare, dove appaiono elementi magici, animali giganti ed eremiti cosmici. Come Una Poliziotta nasce invece in un garage di Castel Gandolfo, occasione creativa in una giornata improbabile e fredda. Infine, Broken Mic, una meditazione senza pretese dove la chitarra suona come un pianoforte, la batteria canta e la voce stride come una radiolina.

Nevermind The Tempo è molto più di un semplice album: è una presa di posizione nel mondo, una orgogliosa campagna per la salvaguardia della bellezza dell’imperfezione in una società che anela con ipocrisia all’impeccabilità. Nevermind The Tempo è imprevedibile e indeterminabile, scivola tra le dita di un mondo rigido e incasellato per arrivare dritto all’anima, nella libertà creativa più totale e sfrenata.

Nevermind The Tempo è la falla del sistema che stavamo aspettando.

Sono state annunciate anche le prime date estive del tour, organizzato da DNA concerti, che riporterà la band live. Questo il calendario aggiornato: il 22 e 23 maggio al Locomotiv Club a Bologna a Express Festival, il 25 a Torino a Jazz Is Dead, il 7 luglio a Sesto Al Reghena (PN) a Sexto’Nplugged, il 12 ad Agrigento a Ellenic Festival, il 14 a Viterbo ad ATB Festival, il 24 a Milano al Castello Sforzesco, il 25 ad Assisi a Riverock, il 27 a Roma a SUPERAURORA Festival, il 9 agosto a Pineto (TE) a Pinetnie, l’11 a Locorotondo (BA) a Locus Festival, il 14 a Maida (CZ) a Color Festival, il 15 a Lecce a SEI Festival e il 6 settembre a Cagliari a KME.

Info e prevendite: www.dnaconcerti.com

TRACKLIST NEVERMIND THE TEMPO

  • Artiminime
  • Water Tanks
  • Italiapaura
  • Eno Degrado
  • Mauritania Twist
  • Erbaccia
  • Jim
  • Dun Dun
  • Come Una Poliziotta
  • Broken Mic

 

 

 

CREDITI NEVERMIND THE TEMPO

  • Marco Fasolo – bass/keys
  • Alberto Ferrari – vox/guitar/
  • Fabio Rondanini – drums/percussion
  • Adriano Viterbini – guitar/bass/piano/keys/vox
  • Recorded by Marco Fasolo @ bigtreestudio
  • Mix – Marco Fasolo & Alberto Ferrari
  • Master – Riccardo Zamboni
  • Additional recording by Adriano, Fabio, Alberto
  • Production – i hate my village
  • Realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della legge per lo sviluppo del settore musicale L.R. 2/2018.
  • Distribuzione digitale: Believe Music Italia

 

 

BIO I Hate My Village

Gli I Hate My Village nascono nel 2018 dall’incontro tra Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri). Accomunati dall’amore per la musica africana (entrambi erano in tour con Bombino e Rokia Traoré) e curiosi di evolverne le sonorità, i due cominciano a provare insieme e ad appuntare le idee per poi registrare con il produttore Marco Fasolo (Jennifer Gentle). In un secondo momento i due coinvolgono Alberto Ferrari (Verdena) alla voce. Nasce così un suono nuovo, unico nel panorama italiano, che prende forma nell’omonimo album d’esordio I Hate My Village (2019, La Tempesta International). Il disco è accolto con entusiasmo dalla stampa e dal pubblico: a dimostrarlo, le numerose ristampe dell’album e il grande successo del lungo tour che li ha portati a calcare palcoscenici di tutta la penisola. Sempre nel 2019 esce I Hate My Bonus Track, Ep con tre canzoni nuove e una versione live del singolo Tony Hawk of Ghana. Nel 2021 la band torna con un nuovo Ep, Gibbone, e un remix di Tony Hawk of Ghana insieme a Cal e Ice. Il 21 marzo 2024 la band pubblica un nuovo singolo, Water Tanks, a cui fanno seguito Artiminime e Jim. I brani anticipano Nevermind The Tempo, il nuovo album uscito il 17 maggio per Locomotiv Records.

 

 

Info e contatti

https://www.instagram.com/ihatemyvillage/

https://www.facebook.com/ihatemyvillage/

https://linktr.ee/i_hate_my_village

https://www.instagram.com/locomotivrecords_/

https://www.facebook.com/locomotivrecords.bologna

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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