Lontano dall’idea della musica per bambine e bambini come semplice intrattenimento, “Bricioline” dei Queen of Saba costruisce un percorso che intreccia educazione, consapevolezza e canzone d’autore. Gli otto brani affrontano con naturalezza temi quali identità di genere, consenso, antimilitarismo, antispecismo e mutuo aiuto, sostenuti da una veste acustica che amplia il linguaggio del duo senza tradirne l’identità. Ad accompagnare l’album arrivano le illustrazioni realizzate da sette artiste FLINTA emergenti e il tour “Sono uno ma non sono solo”, che attraverserà l’Italia nei mesi estivi. Perché il cambiamento, spesso, nasce dalle domande che impariamo a fare da piccoli. E dunque ecco il nuovo disco che interrompe le aspettative, quel certo dissenso pop, quel modo psichedelico di fare barre in metrica e un certo suono digitale.

La parola… come si parla ai bambini che anche gli adulti (e forse più dei loro figli) sanno capire?
Secondo noi ai bambini non piacciono i giri di parole. Le perifrasi, le metafore troppo astruse, le risposte vaghe. Facci caso: se un bambino ti fa una domanda e tu ci metti troppo a rispondere, ti pianta in asso. Se la risposta non gli piace, ti rifà la domanda tale e quale a prima. Allora che sia nostra premura dire cose precise, senza fronzoli, dirette ed elementari – non nel senso di “semplificate”, ma che come un microscopio permettano di vedere le particelle elementari che compongono gli oggetti e i concetti.
Tanto di cappello all’intento che se ho capito bene è dai fanciulli che dobbiamo iniziare la semina dell’emancipazione e della libertà. O sbaglio?
Dai fanciulli, certo, e anche dai “fanciullini” pascoliani che vivono dentro ciascuno di noi. Abbiamo fiducia che in questo mare di stimoli contrastanti e spesso controproducenti possiamo collettivamente piantare semi buoni e duraturi, non solo nelle nuove generazioni (Vaditara permettendo) ma anche in quelle parti del nostro animo e della nostra psiche che sono ancora bisognose di rinascere, ricredersi e ricrescere.
Il mondo degli adulti ha decisamente più strumenti ma anche più ottuse stupidità. Secondo voi perché?
L’essere umano cosiddetto adulto ha spesso un gravissimo difetto: la rigidità. Se pensa di aver smesso di crescere, che aver compiuto una certa età lo scusi per il resto della vita dall’evolversi, allora stiamo freschi. Non è colpa sua, questo è certo: vive ottenebrato e costantemente oberato da impegni, scadenze, ansie, paure, responsabilità, mancanze, perdite e lutti che nonostante gli strumenti acquisiti (e non ci metterei la mano sul fuoco) non riesce ad elaborare. Se interagisce con l’infanzia, spesso è per plasmarla a sua immagine, educarla alla rigidità. Non coglie la vitale importanza dell’insegnamento che un bambino potrebbe dargli: la fluidità.
Questo suono rompe anche un poco le abitudini industriali dei Queen Of Saba. Anche il suono doveva essere utile allo scopo?
Certo, la nostra scelta di spogliare e semplificare gli arrangiamenti è stata propedeutica sia ad una “pulizia” sonora, di ascolto e composizione, sia alla fruibilità di queste canzoni che sono state pensate per essere facilmente riproducibili.
Dunque un disco che suona come lo sentiamo… che può suonarsi anche attorno ad un falò in spiaggia… un ritornare alle origini?
Anche! Sicuramente per noi è un interessante percorso all’inverso, dall’elettronico all’analogico, dai volumi scassatimpani all’acustico.
Se vi chiedessi un passio, il vero messaggio di queste “Bricioline”? Che poi non sono affatto bricioline…
“Sono uno ma non sono solo”, non siamo sole in questo mondo, non siamo destinate a frammentarci sempre e solo in individualità autosufficienti: abbracciamo l’interdipendenza, scopriamoci più simili di quello che pensavamo, pratichiamo il mutuo aiuto anche se non ci conosciamo, coltiviamo la fiducia reciproca in controtendenza alla diffidenza generalizzata e al cinismo che non lascia spazio all’utopia.

