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Emanuele Scataglini: “The Carousel”, un viaggio nel continente americano

“THE CAROUSEL”, è il nuovo visionario progetto musicale di Emanuele Scataglini, artista multidisciplinare, che ha voluto dedicare questa release all’idea del viaggio, suddividendola in quattro diversi capitoli.

I CAPITOLO – L’AMERICA:

Dopo tanti progetti, ora “THE CAROUSEL. Cosa rappresenta per lei questa nuova “avventura” musicale?

Il viaggio è per me un tema molto affascinante, che voglio trattare dal punto di vista poetico e musicale; sarà quindi un progetto in cui ci saranno sia canzoni con testo, sia brani strumentali.

I testi tratteranno il tema del viaggio come esperienza interiore, nomadismo, nostalgia, speranza, stupore. Non saranno quindi dei racconti specifici di personaggi storici o esperienze reali, ma la sintesi di sensazioni ed emozioni. Secondo me la canzone dovrebbe sempre avere un valore poetico, non raccontare il quotidiano, benché possa avere un contenuto concreto. Se dovessi raccontare un dialogo di due persone che si  vedono in un bar non potrei mai dire: ‘vuoi da bere?’.

Il linguaggio quotidiano può valere per le telenovela o la fiction, non per la canzone. Anche se scrivo in inglese preferisco usare un linguaggio ricercato. Mi piace lo slang, ma solo se usato con intenti poetici come facevano Lou Reed o Leonard Cohen.

Non è intellettualismo, ma è più che altro un’abitudine che ho ereditato dagli autori che amo, perché penso che anche la canzone debba dare all’ascoltatore qualcosa di più della vita quotidiana. Anche se si tratta di arte popolare occorre avere una certa poetica e un testo non dovrebbe mai essere banale.

Dal punto di vista musicale, fare un disco sul viaggio implica utilizzare diversi generi e tradizioni musicali. Musicalmente i brani saranno vicini a determinati stili della word music, altri elaborazioni creative più originali. Ci sono canzoni che hanno il sound del blues o della bossa, ma tutto viene filtrato e riorganizzato dalla mia creatività.

Io ho sempre difficoltà a scrivere rispettando i canoni dei generi, preferisco partire da una idea melodica o da una sensazione e poi contaminare i suoni. Per esempio, nel mio ultimo album PABLO, anche se ho inserito uno strumentale con chitarra classica in stile spagnolo, non ho scritto ricalcando pienamente il folclore iberico.

Le mie sono suggestioni, non comunicazioni esplicite, non potrei mai dire: il viaggio è questo o quest’altro, preferisco dire: “Questa è la mia idea di viaggio, coincide con la tua o è diversa?”. Sono convinto che conoscere e viaggiare siano due aspetti dello stesso fenomeno, come massa ed energia. Fare un disco su questo tema è molto stimolante anche se complesso, ci sono tante cose da dire e non penso che riuscirò a dirne nemmeno una piccola parte.

In generale il viaggio viene trattato, nel mio lavoro, come un’esperienza volta ad accrescere spiritualmente e culturalmente le persone.

Tre brani per raccontare il continente americano: Gipsy Tango, On the River e Sunset in Sud America. Ce ne parli…

Come dicevo, le mie sono suggestioni, impressioni che descrivono con brevi tratti un Continente che è un intreccio di culture differenti. Purtroppo, della cultura musicale indigena sappiamo poco, ho pensato di utilizzare alcuni degli stili musicali più conosciuti, il Tango, la Bossa e il Blues, generi molto conosciuti.

In questi brani c’è proprio la sintesi di quello che sostenevo prima. Musicalmente sono dei metissage, prendo uno stile musicale e lo modifico inserendo elementi estranei.

Parliamo ora dei singoli brani:

GIPSY TANGO. Il testo esprime le sensazioni vissute da emigrati.

Il tema è che l’accoglienza non solo rappresenta un valore, ma è essenziale per la società e la cultura. In una dimensione storica globale i popoli hanno viaggiato da sempre. Oggi il capitalismo ci dice che se sei ricco puoi viaggiare e fare ciò che vuoi, comprare squadre di calcio, invadere Stati, sottrarre manodopera, violare i diritti delle donne, degli omosessuali, dei dissidenti. Se sei povero devi attraversare muri, prendere il mare su barconi, morire nel deserto.

Gipsy Tango invita a ripensare all’accoglienza.

ON THE RIVER è un blues con sfumature jazz. Amo il modern blues, lo ascolto molto volentieri, Zz warz, Robben Ford e Fantastic Negrito sono tra i miei autori preferiti.

Il blues è la musica della nostalgia, della lontananza, ma sa essere anche gioiosa. Il blues è una delle prime forme musicali che da fenomeno locale è diventato globale, è un canto di liberazione dei neri d’America, degli schiavi, è ipnotico; per questo veniva chiamato musica del diavolo, non solo per le sue dissonanze. Ci sono molte leggende sul blues, come quelle che circondano la vita di Robert Johnson, il suo fondatore. Si dice che abbia scritto 29 canzoni e che la trentesima sia nascosta in qualche vecchio baule e contenga la firma con cui Johnson ha fatto un patto con il demonio per avere fama e successo. Alla fine, il blues è alla base di gran parte della musica occidentale popolare e rappresenta gli Stati Uniti.

SUNSET IN SUD AMERICA invece è un brano in stile bossa nova, penso che sia un brano molto riuscito: dolce, sognante. È un pezzo più cinematografico, a cui ho dedicato un video disponibile su youtube. Qui i suoni del Brasile riecheggiano come se venissero ricordati da un viaggiatore. Utilizzo nel brano percussioni latine, come le congas.

Uno stesso territorio il continente americano, ma tante diverse culture da Nord a Sud.

Infatti, raccontare tutto sarebbe impossibile; ho voluto dare delle piccole pennellate sulla tela per vedere se riuscissi a dare una fugace immagine di un mondo musicale fantastico.

Quanto è stato difficile sintetizzare tutta questa vastità di territori e culture in tre soli brani?

Difficilissimo, scegliere le forme è stata un’impresa. Avrei potuto suonare una rumba, oppure del jazz o del boogie, sicuramente non è stato facile scegliere.

E lei è stato o ha visitato i luoghi che descrive in “THE CAROUSEL”?

Non tutti, alcuni li vorrei visitare in futuro. Non voglio svelare all’ascoltatore questo aspetto, preferisco lasciarlo nascosto.

Un viaggio a tappe, abbiamo detto… E quali saranno le prossime? Può dirci qualcosa sulle future release.

Continuerò ad affrontare alcuni temi, il viaggio come nostalgia, come fantasia e mistero, come stupore, come conoscenza. I prossimi capitoli vedranno il tema della nostalgia come elemento dominante.

Vi sarà la canzone The Carousel, interpretata da Mitia Maccaferri e due strumentali, uno con protagonista la chitarra e un altro basato sulle tastiere. Sarà un percorso interessante…

Biografia di Luna

Musica, Arte e Cultura! I miei mantra!

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