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30 anni fa apriva a Cantù All’1&35circa: una straordinaria storia di musica, passione e coraggio

Il racconto di un’irripetibile viaggio live

Vinicio Capossela durante un'esibizione All'1&35circa

Il 21 settembre del 1992 inaugurava a Cantù il locale che ha fatto la storia della musica d’autore dal vivo in Italia. All’1&35circa avrebbe potuto festeggiare i suoi 30 anni di musica dal vivo: purtroppo il locale si è dovuto invece arrendere nel febbraio del 2020, fermato dalle chiusure imposte dalla pandemia. Uno stop forzato che ha tolto le ultime risorse a un club che ha sempre lottato con passione e coraggio per offrire agli appassionati un cartellone di proposte live di grande qualità.

All'1e35circa
All’1e35circa

La sua storia è stata sempre accompagnata da un pubblico fedele e competente, desideroso di ascoltare buona musica. E in questo senso Carlo Prandini non ha mai tradito i suoi attenti spettatori. Fedele alla linea, per dirla con i CCCP, Prandini ha sempre portato sul palco i migliori songwriters italiani e americani. Il nome stesso del locale è una dichiarazione d’intenti: “Una sera – racconta Prandini – era venuto a trovarmi Denis Innocentin (sfortunato campione della Pallacanestro Cantù, scomparso quando non aveva ancora compiuto 30 anni a causa una rara forma di leucemia, ndr) per farmi ascoltare l’esordio discografico di Vinicio Capossela. Ovviamente quell’album mi era piaciuto moltissimo e quando si è trattato di scegliere un nome per il locale ci siamo resi conto che All’una e trentacinque circa era perfetto. Allora non avevo ancora capito perfettamente il senso del testo, ma ci ho messo poco tempo a ritrovarmi nelle parole di Vinicio“. Per chi non le ricordasse, ecco un passaggio iconico: E per ultima la strofa più dolente, quella ahimè sull’esercente dietro il banco o nell’ufficio intellettuale o ben vestito, lui guadagna sempre poco, tasse Iva e forniture. mamma mia quante paure, con gli incassi son dolori per pagare i suonatori.

Hothouse Flowers
Hothouse Flowers

Ma facciamo un passo indietro per capire come è nata l’idea di aprire un live club a Cantù: “Quando i miei all’inizio degli anni ’90 hanno deciso di chiudere il loro ristorante, aperto dal 1970 in via Fossano – ricorda Prandini – io e mio fratello, entrambi appassionati di musica, ci siamo fatti attrarre dall’idea di avviare un locale che fosse aperto per il pranzo e che alla sera potesse invece diventare un locale dove bere una birra e ascoltare un concerto, un po’ come succedeva a Como a L’ultimo Caffè. E così, dopo qualche lavoro di adattamento, alla fine il 21 settembre del 1992 abbiamo inaugurato All’1e35circa con un concerti di Alberto Pinelli e Piero Filoni“.

Alejandro Escovedo
Alejandro Escovedo

Da quel giorno è iniziato un lungo viaggio durato appunto quasi 30 anni. “Dopo qualche serata di rodaggio, sono andato da Carù – gestore dello storico negozio di dischi a Gallarate ed editore del Buscadero – per farmi dare qualche consiglio in merito alla programmazione live. Grazie a lui – racconta Prandini – ho conosciuto Carlo Carlini (un’autentica e indimenticabile istituzione per gli amanti di musica americana, ndr) e così ho iniziato a portare a Cantù i primi grandi musicisti d’oltreoceano. Andando a memoria penso a Tom Russel, Joe Ely, Rick Danko (The Band) e Joe Henry. E certamente non posso dimenticare Vinicio Capossela. Una sera, dopo lo spettacolo in teatro con Paolo Rossi a Cantù, è venuto da noi e ci ha detto che se il giorno dopo gli avessimo fatto trovare gli strumenti sul palco avrebbe fatto un concerto. Ovviamente fu una serata speciale alla quale ne seguirono altre con lui fino al 1997, poi il nostro locale era diventato troppo piccolo per un nome importante come il suo“.

Spain
Spain

Ma i nomi importanti non sono mai più mancati, anzi: “Certo –  va a memoria Prandini – non posso dimenticare serate come quella con gli Hothouse Flowers, concerto unico in tutta Italia, quella con il grande Gianmaria Testa, con Omar Pedrini e tantissimi altri live indimenticabili, la prima volta di Phil Cody, Jeff Finlin, Malcolm Holcombe, Willie Nile, Jerry Joseph. Jesse Malin, Eric Andersen, Dan Bern, Bocephus King. Ma anche qualche flop come la grande promessa del country americano, Rich Minus, che salì sul palco ubriaco. Tra il pubblico c’era anche Giacomo Poretti di Aldo, Giovanni e Giacomo, perché allora facevamo ancora cabaret, che si divertì comunque moltissimo“.

Victoria Williams
Victoria Williams

Mentre Carlo Prandini, non senza emozione e rammarico per il traguardo sfuggito, cerca di riportare in superficie quasi sei lustri di musica e vita nel tempo di un’intervista, a chi scrive torna alla mente uno dei concerti più emozionanti tra i tanti visti nella sua magica locomotiva della musica. Sto parlando di Victoria Williams, straordinaria musicista, basti ricordare il suo splendido album Loose, che insieme a Mark Olson, allora suo marito, tenne uno show da brividi, uno di quelli in cui la musica letteralmente ti attraversa.

Moriarty
Moriarty

Ma la vita è fatta anche di bellissimi sogni che non si realizzano: “Certamente – ricorda ancora Prandini – avrei tanto voluto portare sul mio palco Glen Hansard. Ancora più dispiacere l’ho provato per Michelle Shocked, che annullò la data già programmata solo pochi giorni prima del concerto. Tuttavia, anche nella nuova sede in Via Papa Giovanni XXIII, quella in cui ci siamo trasferiti nel 2010 dopo lo sfratto da via Fossano, non sono certo mancate le soddisfazioni. Basti pensare ad Eugenio Finardi e ai mitici Pretty Things, a Steve Wynn dei Dream Sindycate, ad Alejandro Escovedo con Don Antonio, a Wallis Bird, agli Spain a Mary Gauthier e certamente a Bobo Rondelli e ai Moriarty, un’incredibile collettivo di origine francese“.

Freak Antoni
Freak Antoni

E naturalmente – aggiunge Prandini – non posso dimenticare due grandi musicisti scomparsi come Freak Antoni ed Erriquez della Bandabardò, che ho avuto l’onore di ospitare entrambi sul mio palco”. Memories and Photographs, canterebbe Jim Croce. Un ultimo pensiero è per i tanti artisti comashi che hanno trovato casa All’1&35circa: “Da qui sono passati tutti e sono contento di avere offerto uno spazio anche a loro, dai Sulutumana a Davide Van De Sfroos, da Luca Ghielmetti a Filippo Andreani. Decine di giovani gruppi e cantautori che a Cantù hanno avuto la possibilità di duettare con altri musicisti americani suonando la loro musica“. Insomma All’1&35circa è stato un luogo dove vivere il rock come la vive chi abita ad Austin, una magica certezza dove trovare l’America sotto casa. E chissà che un giorno questo incredibile viaggio non possa ripartire dalla stessa stazione in cui si è interrotto.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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