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Margò: eccolo “Mare di pensieri”

Esce l’esordio discografico tanto atteso della giovane cantautrice romana

Eccolo firmato dalla pubblicazione della Kutso Noise Home di Matteo Gabbianelli che ha curato la produzione di questo primo disco di Margò dal titolo “Mare di pensieri”. Eccoci a spenderci in un “mare di pensieri” che tuttavia si fermano di fronte un muro di suono ahimè troppo uguale, fermo, denso di quelle soluzioni digitali ormai stantie e di cui abbiamo fatto incetta per anni ormai. Eppure ancora si usano e sinceramente non capisco perché tanta omologazione. Sembra una recensione negativa viste queste premesse, e invece…

… e invece l’invito è di andare oltre a questi dettagli di arrangiamento per cogliere invece l’anima vera di questa giovanissima voce italiana che tanto si è fatta notare anche dentro contenitori “da macello” come X-Factor. Farsi notare in una fiera simile significa tanto… devi averci quel “qualcosa” che altri non hanno e la grazie di questa giovane donna non si fa pregare per venir fuori.

 

Un disco che la rete ci ha ampiamente annunciato da tempo con la pubblicazione di diversi video dentro cui l’anima di Margò viene fuori, nel glam della sua bellezza come nella ricerca di piccole cose nonostante il suono spesso metropolitano, come dicevo poco sopra, sempre troppo bisognoso di quei “sonagli fastidiosissimi” nello scrivere la ritmica che sembrano scariche elettriche (non ho mai imparato il nome tecnico che hanno), soluzioni ormai presenti davvero in qualunque disco della nuova scena pop e rap italiana. Direi anche basta non trovate? Ma torniamo a Margò: una lirica asciutta, semplice, diretta, una parola figlia del “pop” su cui siamo planati comodamente in questo tempo… la sua cover della Carrà “A far l’amore comincia tu” che qui davvero diviene un brano suo, si colora della sua forte personalità sviluppandosi inaspettatamente in questo down-tempo divenuto distopico ad evocativo (ecco quando il suono fa un bel lavoro di narrazione).

Altre sospensioni: che belle le strofe di “Se piove” che, anche se (qui come altrove) è pesante il debito da pagare con il fantasma artistico di Elisa, mi trasporta in vedute nordiche appena velate di nebbia… o come dentro l’inciso di “Aria fresca” (se di nuovo potessimo levar via la ritmica, il vero punto dolente per me di questo disco… si è capito?), che bella forza evocativa ha la voce nel sostenere le vocali aperte, e che funzionale è questa scelta di mix. E ancora sul tema: penso che un punto alto del disco sia “Siediti”, leggerissima pace di suoni ancora freddi e densi di visioni, l’elettronica qui ha saputo davvero mantenermi per aria e la scrittura, in fondo, ha quel taglio melodico molto italiano anni ’70. Un vero “fuori pista” che tanto fa bene alla rifinitura del disco.

Margò ci regala un disco che di tutti i colori sceglie spesso quelli freddi, cerca di confondere i contorni, piuttosto sembra amare i neon e il cemento metropolitano. Bellissima Margò, sicuramente l’estetica sua e delle sue piccole cose non sono ingredienti a latere di un disco decisamente femminile nei modi e nella narrazione. Ripeto: peccato che la produzione ha “spianato” tutte le preziose differenze con quei suoni di ritmica. Avrebbe potuto giocarsi carte per enfatizzare di molto la personalità anche semplicemente andando di sottrazione… e forse si sarebbe dovuto dare risalto maggiormente alla dinamica degli incisi che, ad oggi, forse mancano ancora di quella scrittura vincente per essere un grande pop da radio. Ma a parte questo, Margò si gioca carte preziose di grande e nuova energia. Avanti tutta che la strada sembra essere quella giusta…

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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