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Alice Cucaro: l’esordio è “Una parte di me”

Evocativo, libero di acqua e sapone, esordio intimo e di difesa

Parla di se Alice Cucaro, parla con gesti semplici e quella voce che tanto deve alle antiche tradizioni del folk d’autore americano. Sottile, colorata a pastello quasi priva di bordi rigidi come nei colori primaverili della cover, come dentro la delicatezza di “Disegnarti”. C’è l’intimità di una cantautrice, c’è il rigore pop delle forme radiofoniche ma c’è anche un gradissimo gusto elettronico nelle soluzioni e dentro le pieghe di questa prima produzione. “Una parte di me” testimonia il tempo che ancora corre veloce su strade sicure…

Ironicamente potremmo indicarlo il tuo the dark side of the moon… nel senso che tanto di questo indaga sulla verità che c’è dietro la finzione. Anche la finzione di sé… o sbaglio?
Alcuni brani li ho scritti proprio con l’obiettivo di smascherare le parti più oscure della mente umana. Fingere un sorriso dovrebbe essere illegale, perché dietro uno sguardo di serenità apparente può celarsi molto di più. Lo scopo è trovare persone che ti amino in tutto ciò che sei, che ti leggano dentro, che ti smascherino quando stai fingendo. Persone che ti amino nel momento in cui ridete insieme ma anche nel momento in cui hai un attacco di panico e vorresti sparire negli abissi.
Ci sono giorni in cui è così confortante togliersi la maschera sorridente e rispondere con sincerità alla domanda “come stai?”

Dici: c’è una parte di me che non mi assomiglia. Cosa intendi di preciso? Lo scopo nella vita è conoscerla o eliminarla?
Ho scritto questa canzone per accettarmi. Soprattutto come donna, infatti il testo è rivolto prevalentemente ad un’interlocutrice. Siamo fatti acqua e di ombre. Di lati e di spigoli. Dobbiamo imparare a levigarci e questo succede anche grazie a chi ci sta accanto. Chi ci accetta in tutte le nostre sfumature, sia chiare che scure.

“Disegnarti” penso sia il momento più alto del disco. Un brano non scritto da te se non erro: come ha sentito una tale affinità con questa canzone che poi diviene una canzone tua a tutti gli effetti?
Mi piace pensare a questa canzone come se fosse uno dei miei vestitini più leggeri e delicati, cucito su misura per la mia personcina esile e gentile. Enrico, uno degli autori, una volta mi ha detto “Cookie, tu sei un cuore di panna” e io sono fiera di questa parte di me, seppur così ingenua, un po’ infantile e sempre vittima dell’arroganza divampante. Ha dato voce alla “Cookie” che sogna una favola con il lupo cattivo, che disegna l’amore e nasconde il foglio nel diario segreto. Cookie che si innamora, ci rimane male e gli manda messaggi vocali per riderci su e farsi abbracciare forte.
Per me questa canzone è sinonimo di: ragazze, siate anche delicate, lo so che la forza è bella in una donna, ma lo è anche la gentilezza.

Mi commuove “E se”… l futuro che peso dai?
E se… è una ninna nanna, scritta per mia nipote Matilde, aveva solo un anno, mi sono detta: io non ho mai avuto una ninna nanna, quindi voglio regalargliene una.
Chissà, forse nel mio futuro ci sarà un’altra bambina piccola a cui cantarla, ma intanto mi piace pensare che diventi la buona notte di tante altre famiglie.

E al passato? Questo disco mi fa pensare che il passato sia una dimensione che si sogna, a cui si ripensa come un’estate in vacanza… vuoi ritrovare “Caronte” ogni volta che vuoi (se mi permetti l’allegoria)?
Ogni brano che ho scritto parte da un’immagine onirica nella mia testa.
Due estati fa non sono riuscita a permettermi le vacanze, così le giornate più afose di Agosto le ho trascorse in solitudine al parco, vicino alla mia vecchia casa. Una distesa di erba arida, come fosse la savana, le mie guance arrossate dal caldo, il rumore delle cicale, le stelle cadenti, le scelte amorose sbagliate e i fiumi in secca, a causa dell’anticiclone Caronte. E lì, in quel parco baciato dal sole, l’ho visto, sulla sua barca. Un ghigno diabolico e sono salita con lui. E ogni volta che riascolto questa traccia, mi rivedo in sua compagnia. Malinconia allo stato puro, il passato è davvero solo un sogno.

In chiusura: questo disco somiglia a quella che sei ogni giorno secondo te?
Per finirla in leggerezza e in chiave un po’ nerd, ogni brano è come se fosse un horcrux dalla saga di Harry Potter, la mia anima divisa in 11 parti. Quindi sì, sono tutte parti che alla fine mi somigliano, nel bene e nel male.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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Enrico Giaretta

Il “cantaviatore” ENRICO GIARETTA si esibisce al pianoforte nello spettacolo “L’ARTE DI NON VEDERE” di VINCENZO MOLLICA

FABRIZIO DE ANDRÉ 11 gennaio 1999 – 11 gennaio 2024