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Frank Bramato: la verità ci fa male… si sa

Eccolo “Suoni Crudi” un disco nuovo di canzoni socialmente velenose

Devo dire che sin dal video e dalle liriche del primo estratto dal titolo “Hallelujah”, possiamo ben capire quel che ci aspetta. Che poi un artista come Frank Bramato ci aveva ampiamente “educati” con il suo disco d’esordio “Non essere”. Eccolo “Suoni crudi” pubblicato da Le Chariot Records che aspettiamo anche in una bella release in vinile. Il pop e il cantautore al servizio della coscienza comune. Che poi Bramato non è un boomer contro la massa popolare. È solo un “salvatore” del potere critico e questa volta, con modi meno trasgressivi ma decisamente più americani, sa farsi anche meno velenoso del solito.

La parola di Bramato è sempre velenosa. Ma questa volta l’ho trovata un filo meno ironica del solito… o sbaglio?
Non lo so, probabilmente è il contesto sonoro che accompagna le parole a rendere tutto più “leggero”. La sfida era quella di cambiare radicalmente l’atmosfera del primo album lasciando intatto il messaggio di denuncia all’omologazione. Forse solo in “amore tiepido” e “ l’ultimo cowboy” la situazione si fa meno pesante. Prometto che mi rifarò 🙂

Certo che poi la dissacrante chiave di lettura con “Hallelujah (come no)” è potente. La fede diventa un rifugio per i peccati?
Viviamo in un’epoca dove tutto diventa spettacolo, la malattia, la morte, la nascita, la guerra. Ho immaginato (vedi videoclip) questo Dio che cede al “nuovo” e passa tutto il giorno a specchiarsi e fotografarsi col suo divino Android. Hallelujah è la preghiera disperata di chi ancora conserva un briciolo di buon senso, ma guardandosi intorno perde ogni speranza. La fede?…

E Frank Bramato che rapporto ha con la fede e con la spiritualità?
Ti sembrerò contraddittorio, ma ho sempre immaginato l’intera umanità come una flotta di anime dirottate in questo posto, costrette in corpi dove si sta tutt’altro che comodi, corpi che potrebbero sfruttare la presenza dell’anima per crescere fino ad arrivare a ricongiungersi nuovamente all’universo infinito (da molti chiamato dio) ma prediligono l’estetica, le chiacchiere, il nulla.

Domanda forse stupida: sempre tornando al video di “Hallelujah (come no)”: ma sai che sulle prime ho pensato a lui come a Tiziano Terzani? E sai che ho pensato fosse un richiamo a latere, una finissima citazione di rivoluzione?
Il protagonista del videoclip si chiama Eduardo Roberto Fernandez ma si presenta a tutti come Vito. Uno dei pochi hippie sopravvissuti all’omologazione dopo gli anni 60’. Il paragone con Terzani calza a pennello, sia per l’aspetto fisico sia per l’esperienza che chiunque, se pur con le
dovute differenze, può vivere parlando con questo giramondo che ha vissuto a pieno e senza vincoli la sua libertà. Solo chi vive così può dirsi libero, la libertà, questa libertà, oggi come oggi è senza alcun dubbio una grande forma di rivoluzione.

Dischi sempre molto attenti al lato sociale della vita. Ma secondo te il pubblico ha la sensibilità e le orecchie buone per ascoltare?
Si, vedo ancora nell’arte un anticorpo per tutto quello che ci gira intorno. L’arte può tranquillamente combinare intrattenimento e riflessione. Quando le due cose combaciano la parte sensibile del pubblico, in un modo o nell’altro si attiva, ed ognuno interpreta quella sensibilità in maniera soggettiva. Ogni opera d’arte deve essere un dono che ognuno potrà sfruttare come meglio crede. Ogni artista deve essere un mezzo per far si che tutto questo avvenga.

Written by Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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