in , , , ,

Le Rose e il Deserto: parlando di “Cocci Sparsi”

Facciamo due chiacchiere con Luca Cassano dentro questo disco fatto di storie d’autore

Avevamo lanciato anche noi l’uscita di questo disco dal titolo “Cocci Sparsi” a firma di Luca Cassano sotto il moniker de Le Rose e il Deserto. Un progetto di canzone d’autore, di elettronica, di contaminazione e tutto questo anche grazie al lavoro ci Martino Cuman che ne ha diretto i suoni. E sono storie, come accade nei cantautori, la vita e i suoi inizi, la vita e le sue distanze, le sue rivoluzioni… siamo anime contadine e tutto questo, anche dentro un’elettronica raffinata e sospesa, quasi distopica in alcuni piccoli istanti, riesce a fotografarlo per bene.

Spesso ormai anche la canzone d’autore classica ricerca allegorie digitali. Secondo te che a quale bisogno risponde?
Ciao. Per quanto riguarda “Cocci sparsi” la ricerca di un equilibrio fra suoni acustici e componenti elettroniche è stata motivata da due fattori: in primo luogo il mio gusto personale di ascoltatore che negli ultimi anni ha apprezzato molto le produzioni “ibride” di Piercortese e Niccolò Fabi. Inoltre avevo voglia che l’impianto sonoro del disco, colloquiasse con la complessità dei testi, con i vari piani di lettura possibile. Di conseguenza è stato quasi naturale che anche gli arrangiamenti di “Cocci sparsi” fossero stratificati come le parole nella memoria.

Liquidità di questo tempo apocalittico “Gino ed Alice” in fondo dimostrano altro con una storia che arriva dal passato. C’è sempre questa dicotomia, tra l’evoluzione e quel “si stava meglio quando si stava peggio”. Insomma tu sei per il passato o per il futuro?
Io sono per il presente 🙂 Piuttosto che domandarci in che direzione guardare, se crogiolarci nella malinconia di un passato migliore o allungarci in progetti futuri, dovremmo tenere sempre chiaro in mente che esiste solo il presente, che il futuro non è altro che un’infinita successione di attimi presenti e che dentro ogni presente di riflette tutto il nostro passato. Dobbiamo analizzarlo il nostro passato, per non ripetere errori già commessi, e dobbiamo disegnarci un futuro che ci sia comodo, ma è nel presente che dobbiamo vivere, è solo il presente che esiste.

Rimettere assieme i cocci cosa significa per te?
Come dicevo prima, il passato va analizzato per capire cosa abbiamo sbagliato, quali persone abbiamo ferito, in quali bivi sul cammino avemmo potuto prendere una strada diversa (non necessariamente migliore). Io questi cossi, questa personalissima collezione di ciarpame, la guardo in continuazione, la lucido con gli occhi, la coccolo: è l’unico bagaglio che mi porto dietro (a parte i libri!).

E posso dirti che questo disco mi sembra molto un lavoro che risponde ad un bisogno di far di conto con la propria vita? Sono come somme tirate… o sbaglio?
Non sbagli affatto, anzi, hai colto l’essenza profonda di “Cocci sparsi”, che già dal titolo e dalla prima canzone dichiara che il disco sarà nient’altro che l’analisi di una vita.

Chi è Le Rose e il Deserto? Sono salvezze dentro un mondo uguale o è la dimostrazione che anche nell’omologazione esiste la diversità?
Le rose e il deserto è un giovanissimo 37enne che da un po’ di anni cerca di vivere senza armature, lasciandosi attraversare dai venti della vita per poi osservare i sedimenti rimasti in fondo agli occhi, allo stomaco, al cuore nel tentativo costante di conciliare la delicatezza delle rose con la rabbia del deserto.

Biografia di Redazione Bravo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Elio Jannacci

Continua “Ci vuole orecchio”, il tour di ELIO

Fabrizio De André

“Fabrizio De André, i cantautori e la Sardegna”: Daniele Madau presenta la sua ultima fatica letteraria