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Omaggio a GABER – Chiedo scusa se parlo di Giorgio

spettacolo di CANZONI e LETTURE recitate in omaggio a GABER

Luigi Mariano
Luigi Mariano “CHIEDO SCUSA SE PARLO DI GIORGIO”
spettacolo di CANZONI e LETTURE recitate in omaggio a GABER
“L’isola dell’Arte”
via Lucio Elio Seiano, 26
ROMA (zona Tuscolana)
prenotazioni:
347 2751362 – 06 76969918
isola.arte@gmail.com
Luigi Mariano: voce, piano e chitarra
apertura: Kari
ospite: Piji
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DESCRIZIONE SPETTACOLO
“Chiedo scusa se parlo di Giorgio” è il sincero e appassionato tributo acustico, di canzoni e di letture di monologhi recitati, che il cantautore Luigi Mariano ha voluto ideare e portare in giro da molti anni (fin dal 2006) per ricordare, a modo suo, l’immensa figura artistica di GIORGIO GABER.
Lo straordinario cantante e attore milanese, di origini friulane, è stato, assieme a Sandro Luporini, l’inventore (almeno stando all’Italia) dell’ormai celebre “teatro-canzone”. Gaber è stato definito da Roberto Vecchioni, ma non solo da lui, “il più grande uomo di spettacolo del secolo scorso ”.
Luigi canta da anni, con grandi consensi, le canzoni del sig. G, sia in spettacoli come questo, ossia “tutti a lui dedicati”, e sia inframmezzate qua e là all’interno dei tanti propri concerti da cantautore.
Difficile sintetizzare Gaber in un’ora e 30 minuti di spettacolo.
Luigi Mariano ci prova, da solo sul palco, facendo la spola continua tra la postazione al pianoforte e quella alla chitarra, col leggio dei monologhi. E ci mette coraggio, estrema passione e quasi senso del dovere, forte sia della notevole stima che fin dal 2008 la stessa “Fondazione Gaber” nutre per lui come cantautore e sia anche delle lusinghiere considerazioni che showman come Fiorello, Cristicchi o Neri Marcorè (con cui ha varie volte duettato), o critici importanti come Andrea Scanzi, che ha inserito un parere di Luigi su Gaber nel suo ultimo libro “E pensare che c’era Giorgio Gaber”, hanno più volte espresso riguardo al suo approccio artistico, che ha di sicuro avuto in Giorgio una delle influenze e ispirazioni maggiori.
L’intento di Luigi, attraverso le tante canzoni di Gaber suonate, le riflessioni a margine e la lettura recitata di alcuni monologhi di G, molto significativi e soprattutto ATTUALISSIMI, non è però solo quello del semplice tributo-omaggio fine a se stesso. Dietro questo spettacolo c’è anche la voglia di divulgare aspetti della produzione di Gaber forse rimasti più di nicchia, in seguito alla coraggiosa decisione di Giorgio (agli inizi degli anni ‘70) di abbandonare la TV e la discografia, grazie a cui era comunque diventato molto popolare, e di dedicarsi per 30 anni solo ed esclusivamente agli spettacoli nei teatri (scritti assieme a Sandro Luporini), in cui trovò per sempre il suo habitat naturale. Pertanto, accanto a brani molto più conosciuti dell’immenso repertorio gaberiano (da “Lo Shampoo” a “Destra-sinistra”, alle ultime “Io non mi sento italiano” e “Non insegnate ai bambini”), l’intenso tributo musicale di Luigi dà spazio anche a qualche episodio meno noto, più “ricercato” e “particolare” della sua vasta produzione, spesso divertente e sorprendente, e sempre utile a capire a 360 gradi la complessità e la grandezza di questo straordinario artista, appartenente a una “razza ormai in estinzione”: quella degli uomini LIBERI.
“Un uomo solo, che grida il suo no è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo”. GIORGIO GABER
VIDEO (link): sintesi dello spettacolo a teatro
(riprese dal vivo 2015 al Teatro di Nardò)
https://www.youtube.com/watch?v=hyhuiIdP8hg

Biografia di Redazione Bravo!

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