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AVVOLTE: contro l’ipocrita estetica della società moderna.

Si intitola “Fenice” il nuovo EP di inediti che segna il ritorno della storica band torinese

Lo dicono a chiare lettere sin dalle prime battute di “Welcome” che apre questo breve ascolto del nuovo EP digitale degli Avvolte: “Con le tastiere sparano sentenze, case di carta di cazzate immense, e io sparo Baudelaire, ma tu non sai chi è”. Patti chiari amicizia lunga: la storica band torinese degli AVVOLTE pubblica “Fenice”, un lavoro di 5 inediti che scorre via dentro graffianti suoni rock suonati per davvero (altra sottilissima critica sbattuta in faccia alla società dei computer automatici), dentro riff accattivanti, una voce vissuta, tagliente, sicura e precisa. Suono granitico, di quei dischi da sentire a tutto volume per guidare la rivoluzione.

Eppure questo disco si cimenta nel dialogo con tutti quei polli in batteria, materia grigia in avaria. Dicevamo: è velenoso il testo della prima traccia “Welcome” e non è che il resto dell’ascolto sia meno severo. I complessi delle umane patologie dentro le liriche di “Roger”, prima diapositiva di chitarre elettriche forse troppo aderenti ai Negrita prima maniera (troppo spesso accade e a volte anche in dose massiccia tanto da sembrare citazioni – e forse lo sono, chissà…), scritture vocali di beatlessiana maniera nel gioco, nelle coralità, nelle variazioni… e si rilassano i toni, gli ostinati e le distorsioni quando scorro avanti: la citazione dei Doors dentro “Guerra e pace” (il buon Tolstoj regna sovrano), fa da colore ad una canzone morbida che parla di un amore, di una ultima canzone che ha più il compito di un pretesto che di una intenzione vera e propria. Il tempo passa e non chiede il permesso e noi lo sprechiamo dietro la tecnologia che prende sempre più spazio: suona sempre con la stessa grinta spigolosa di un toro ammaestrato anche questa “Face to Face”. E che bella questa variazione molto esotica che si ha ad un certo punto nel brano, con questi cori in background che par di stare in una bella giornata africana.

”Fenice” chiude tutto e impera: come la Fenice, dalle ceneri rinasco, siamo ormai tutta estetica forse, siamo come querce ma senza più radici. Lo possiamo leggere in molti modi diversi questo brano e di sicuro è il vero caterpillar di questo di questo breve ma intensissimo ascolto. Non sono dei boomer questi ritrovati AVVOLTE, basta con questa banalissima scusa con cui cadere in piedi perché non si hanno strumenti per fronteggiare le critiche moderne. Basta giustificare sempre con il noto adagio: tutto cambia, bisogna accettarlo. Non è così: dalle ceneri stanno rinascendo solo macchine.
Alzate il volume e recitate queste canzoni come mantra…

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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