Decisamente un modo di fare intimo e quasi segreto con questa voce che, partendo, sembra ricordare l’incipit di “This must be the place”. E forse non è un caso visto che Dirlinger ci canta di un luogo sicuro, di un amore che significa casa e città, dove vivere, da scegliere… il Lato A di questo disco si titola “La città ideale”, ideale e dentro cui trovare riparo.

Un 45 giri vero dicevo, di vinile (e anche sugli streaming service ovviamente), due brani che il marchignolo Andrea Sandroni ci regala all’ascolto… e che sia un ascolto da fare nel privato delle proprie tormente, magari fissando un mare infinito, magari scegliendo l’arte dell’abbandono all’imprevisto come punto di svolta per nuove rinascite… come ci suggerisce il romanzo ma anche il brano che lo “pesca” volutamente: “Il vecchio e il mare”. E questo Lato B del 7 pollici è decisamente più lo-fi, non certo destinato alle radio edit, forse un suo personalissimo “Nebraska”, visioni potenti di legno e case di campagna, di una magione da osservare da bambini come luoghi incantati… suoni rotti, arrugginiti, gettati “a caso” con “poca importanza” dell’estetica… e le virgolette sono doverose. Che bello far girare su un piatto un vero 45 giri…


