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JOSEPH BRUNO

Esordisce con il suo primo album da solista “JOSEPH”

Joseph Bruno

Dopo le esperienze da musicista con formazioni che spaziano
dal metal alla musica popolare passando per il reggae e l’alternative rock
JOSEPH BRUNO
esordisce con il suo primo album da solista
“JOSEPH”
Un Mix di influenze che vanno dal rock all’elettronica

con uno sguardo rivolto alla new wave degli anni ’80 e ‘90

In uscita per Some Music Records, “Joseph” è un album che, prendendo a piene mani dall’universo sonoro anni ‘80, ci trasporta indietro nel tempo, all’adolescenza di Joseph, come fosse stato scritto proprio successivamente a quegli anni: “Joseph”, infatti, ispirandosi alla new wave degli anni ’80, ma guardando a questa con voglia di evoluzione, “spinge” le proprie sonorità verso quelle che furono tipiche delle band che uscivano negli anni ’90, a loro volta influenzate dagli stessi artisti da cui Joseph attinge.

Arrangiato, mixato e masterizzato da Christian Botti (anche alle prese con synth, pad, cori e batteria), “Joseph” si avvale della collaborazione di Pietro Lorenzotti (al basso su “Beyond this way”), Giovanni Trotta (batteria su “Live your life”) e, ai cori, Arianna Cirillo e Caterina Fucciolo.

I 10 brani che compongono l’album di esordio raccontano delle esperienze di vita e sono nati in parte nel periodo lockdown e dalle esperienze musicali passate al fianco di artisti quali Emanuele Montesano, Rossella Cosentino, Marco Berti, Massimo Magaldi, Giovanni Rago e Gino D’Ignazio.

Il background musicale di Joseph Bruno è pregno di progetti e collaborazioni. In particolare, è chitarrista e voce nella band metal Aura (con cui riceve recensioni positive su magazine di settore quali Metal Shock, Metal Hammer e Hard, e calca i palchi di importanti festival quali Agglutination e Pictures of Prog Fest).

È, inoltre, chitarrista del gruppo di musica popolare Tarantanova, partecipa alle registrazioni dell’album d’esordio della band alternative rock Enjoy the Void e suona il basso con la formazione reggae Barracca Republic, tutte esperienze che lo formano e lo influenzano, senza mettere da parte i suoi ascolti da adolescente, che lo introducono al mondo della musica (Police, U2, New Order, Alan Parson).

The time has come
Parla del cambiamento nella nostra esistenza e della voglia di lottare per i propri obbiettivi. Proprio in questo percorso, ogni individuo ed ogni essere umano può donare al prossimo un riferimento, una speranza, una possibilità al proprio viaggio esistenziale, qualsiasi forma esso abbia.

Fly
Parla del nostro percorso di vita, della legge di causa ed effetto e di tutto ciò che noi costruiamo durante il suo percorso. È un brano dalle armonie quasi oniriche, poiché rappresenta il costante dualismo tra l’anima e la materia, l’oscurità e la luce, e tutti i mondi invisibili del nostro animo umano.

The world in my hands
Rappresenta il contatto tra l’uomo e la natura, la connessione di ogni individuo all’universo. Ogni individuo è, per me, un singolo universo strettamente connesso al suo simile nelle sue peculiarità e nelle sue singolarità; non è, per me, questa una realtà fatta di apparenza, bensì una realtà in cui ogni essere ritrova i suoi simili attraverso vibrazioni intime del proprio animo.

Beyond this way
È un tributo ai ricordi del passato; è una canzone evocativa che non vive di rimpianti o nostalgia, bensì rende onore ad essi traslandoli nel presente per donare un futuro lucido, un futuro denso di speranza e nuove possibilità.

Father
È una profonda dedica a mio padre, che è venuto a mancare due anni fa, ed è un omaggio ai suoi insegnamenti, un elogio alla sua vita, al suo essere leggero ma allo stesso modo determinato nei momenti difficili, al suo costante affermare che i valori tramandati diventano costante presenza anche nell’assenza fisica in questo mondo, un costante monito.

Forgot
Parla dei periodi bui vissuti durante il lockdown e di quanto sia importante esser liberi da ogni forma di gabbia fisica e mentale; è un richiamo a quando ci si sente isolati ed abbandonati dal resto della società, a quando si aspetta l’epilogo per un nuovo inizio, a quando si ha voglia riprendere tra le mani la propria vita e ritornare tra le strade per condividere i propri pensieri e viverli in maniera incondizionata

In a lifetime
È un elogio alla musica, alla sua forza comunicativa. La musica è vita e la vita è musica; in entrambi i casi, quando la si affronta, nulla è facile da capire: nelle sue pause, nei suoi tempi veloci, è un continuo susseguirsi di eventi.

Live your life
È un omaggio alla vita e alla sua bellezza, a tutti gli spazi da vivere, a tutti gli attimi da cogliere. È un’esortazione a non aver paura di viverla, nella sua luce e nella sua oscurità, nella sua profondità e nella sua leggerezza. È un invito a girare le strade del mondo per capire tutte le sue infinite sfumature.

Don’t be afraid
Parla del disagio giovanile ed è un’esortazione all’accettazione d’ogni essere umano; è un brano scritto contro la xenofobia ed il razzismo. In questo brano ritorna il concetto di connessione tra individui. È tipico in una fetta della nostra società far branco per appartenenza o convenienza, ed il brano vuole sfatare questo tipo di mentalità. Essere connessi indica proprio questo tipo d’atteggiamento che prevarica ogni forma o status sociale.

Air to breath
È un brano scritto contro ogni falsità ed ogni forma di repressione, ma non vuole avere una collocazione o un’appartenenza politica. È un messaggio ed un’esortazione a fare attenzione ai messaggi della nostra società in cui, a volte, veniamo spinti a odiare gli oppressi ed amare gli oppressori: è una linea sottile da osservare costantemente, una linea a cui guardare con estrema attenzione.

“Joseph Bruno, dotato di un spiccato senso percettivo, ha assorbito tutte le esperienze vecchie e nuove. È chiaro che nell’ambiente nel quale si muove tali messaggi gli arrivano molto più facilmente e molto più direttamente. L’album in questione ne è una prova lampante, varia dal rock alla ballata triste e melanconica fino al folk più schietto. Le ombre di Alan Parson e di molti altri, si muovono nel suo lavoro, ma il fatto sorprendente è come non cada mai nel volgare plagio, pur continuando ad ispirarsi agli artisti nominati in precedenza. È chiaro che lo fa per esigenze soprattutto vitali, in quanto è proprio in quell’ambiente tutta la sua vita ed è la sua maturazione artistica a portarlo ad incidere questo suo primo album con i testi in inglese. Le qualità di Joseph sono varie e molteplici e anche se non eccelle in nessuna di queste, la loro complessità lo portano sul piano di tanti altri artisti già affermati”. (G.Berloso)

LINK UTILI

Facebook: https://www.facebook.com/JosephBrunoArtist

Instagram: https://www.instagram.com/josephbruno_music/

Spotify: https://open.spotify.com/artist/6ZUKFpLSIBGaZeMTT4tAgd

Biografia di Gloria Berloso

Gloria Berloso nasce a Gorizia il 17 dicembre 1955. Dal padre viene indotta fin da piccolissima all'amore per la musica e la danza, che rimangono le sue grandi passioni. Tra il 1965 e il 1975, la musica Rock ha un ruolo importante per la sua formazione ed uno stimolo per conoscere e ascoltare i dischi più rari. Agli inizi degli anni '90 per pura passione scopre la predisposizione di stare in mezzo ai musicisti, organizza concerti e approfondisce la conoscenza della musica Folk, soprattutto americana. In uno di questi eventi nel 1998 incontra il musicista di fama mondiale Ricky Mantoan con il quale si consolida un rapporto artistico successivamente. Vissuta nell'ambiente artistico torinese per 10 anni impara a suonare vari strumenti, in particolare l'Autoharp e studia canto. Promuove la musica con concerti, dischi, articoli, saggi, recensioni, libri e collaborazioni artistiche internazionali. Collabora con Bravo dal 2009.

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