in , ,

Luca Maciacchini: il teatro canzone socialmente utile

Si intitola “La farmacia potrebbe anche non esserci” il nuovo disco

Il teatro canzone è una corrente, uno stile, un modo di stare al mondo. Ormai pochi sono ancora in attività, tantissima la storia che arriva soprattutto da Milano e dintorni. Luca Maciacchini ne è un rappresentate che dobbiamo sottolineare con cura. Eccolo il suo nuovo disco. Esce per la RadiciMusic di Arezzo “La farmacia potrebbe anche non esserci”: ed eccovi il nostro modo di starci dentro.

La parola trova libertà di espressione. La parola, che già viziata dalla forma e dalle regole della metrica cantata, spesso viene censurata a favor di ragione estetica. La parola per noi deve essere un punto fermo (o quasi). Poi accade anche che all’artista cantautore si chieda il genio di unire questi due mondi apparentemente lontani, lontanissimi. Estetica o contenuto? Un tema ampiamente dibattuto… anzi, penso sia una domanda assai frequente da rivolgere a chi, per mestiere, deve farlo ad ogni parola. Luca Maciacchini con le parole ci lavora e ci vive, con il suono di chitarre anche ma è la parola il vero centro. E l’estetica? Beh quella un filo sotto, appena un passo indietro e non perché sia meno importante (si noti il suono e la gestione del suono di questo disco per capire quanto sia importante). È solo che un disco come questo di Luca Maciacchini va letto prima di cantarlo. La follia romantica, il bizzarro, la forma sghemba non sono solo vezzi d’arte. È il momento in cui il messaggio si dolcifica (apparentemente) e colpisce dritto al centro… se chi sta dall’altra parte è centrato, s’intenda.

“La farmacia potrebbe anche non esserci”: un titolo? Un manifesto? Di sicuro Luca Maciacchini ci dice che tanto siamo tutti dottori, siamo tutti giornalisti, siamo tutti scienziati, virologi (quello ormai da sempre), siamo tutti calciatore e allenatori… quindi perché usare le medicine?
“Carta cambia” lo dimostra pieno come l’ignoranza non è un alibi perfetto e come tanto arrivano leggi nuove e tutto cade in piedi. Il circo italiano in bella mostra… com’è bella la mostra della scelta di parole che non cadono sul battere, magari cercano una rima meno pregiata, basta che il messaggio sia quello giusto. Scorretelo questo disco leggendolo: “Il titolista” dimostra la cura per le allegorie sonore, dimostra la potenza della narrazione, dei personaggi, dimostra la maschera che cambia, il timbro, la voce, la teatralità. Luca Maciacchini accoglie anche il cantautore tout court: “Non perdonare” ha poco a che fare con le maschere e i vestiti sgargianti (non si può cantare con i questi suoi occhiali verdi), ha poco a che fare anche con la canzone in metrica perfetta… sempre la parola prima, da accomodare dentro le barre, un qualche modo lo troviamo anche se devo risolvermi ad allungare vocali per raggiungere il periodo. “Commentate!” la dice lunga sin dal titolo: gioca con le scale, con le progressioni, si diverte a fare evoluzioni di poco conto, da clown delle 7 note. È quello il suo ruolo e non sminuite la parola, sempre pronta a prenderci in giro sulle responsabilità che manchiamo.
Ma in fondo “…ma la farmacia c’è!” chiude l’ascolto e se gli uomini potrebbero anche scoprire in luogo di una evoluzione imprevedibile, allora quest’ultima traccia monologo alla Gaber (e non si scappa), poteva anche essere diversa, più personale, più caratterizzata. Poteva curare meglio anche la coda del riverbero… insomma, se proprio vogliamo fare i pignoli, ecco forse il piccolo neo di questo disco.

“La farmacia potrebbe anche non esserci” è una prova popolaresca, per niente popolare, sociale, per niente politica, utile e per niente goliardica. Ora chi ci sta a far di conto con il proprio ego? Un tempo, il teatro canzone sfornava opere simili ad ogni istinto di rivoluzione. Oggi siamo capaci di capire dischi simili? Non ne sono certo… la parola di Luca Maciacchini è puntuale, precisa, pulita e pungente. Ma la parola, ormai, è in disuso anche nei comizi elettorali.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vota l'articolo!

Andrea Piersimoni: il sospeso suono dell’evasione

REA: torna in radio con il nuovo singolo “Particelle sospese”