Siamo nel tempo moderno di liquidità commerciali. Si può ancora parlare di dischi “politici”? Non so bene come rispondere ma di sicuro si può parlare di canzoni di resistenza, canzoni che danno voce e illuminano non “semplici” fatti di cronaca, ma eventi di portata mondiale, che dovrebbero interessare l’intera comunità di questa terra… e troppo spesso, oltre un libro o qualche servizio giornalistico, non arriva altro alla grande opinione pubblica. Almeno questa è la mia sensazione. Ci pensa la musica spesso e lo fa anche oggi 22 Aprile la RadiciMusic di Arezzo con questo disco che a tutti gli effetti segna un esordio a firma di Giana Guaiana e Bruna Perraro. Nasce il progetto Curù con un disco dal titolo “Corale – voci sommerse, storie negate”. Una parola importante corale… di tutti… manifesto… bandiera… simbolo e morale. Come dentro questa copertina a firma di Naz Oke.
È un disco dentro cui si torna a dar voce a tutti coloro che hanno combattuto e che ancora pagano per le loro lotte in materia di diritti. Prendo testualmente dalla densa cartella stampa (difficile sintetizzare un disco simile): la storia di Nûdem Durak, giovane musicista curda imprigionata nelle carceri turche dal 2015 per avere cantato nella propria lingua… la storia della persecuzione ai danni della giornalista iraniana Sepideh Gholian, in carcere per avere documentato uno sciopero in una fabbrica di zucchero. E poi si cita Gino Strada, poetessa iraniana Forugh Farrokhzad, i desaparecido del Sud America, le imprese leggendarie di Yacouba Sawadogo… indossano abiti tradizionali curdi per apparire nel video ufficiale del primo singolo estratto “Saluterò di nuovo il sole”, altro passaggio fondamentale ispirato dal libro “Diari dal carcere” proprio di Sepideh Gholian. Mettetevi comodi, mettiamoci in viaggio, facciamo il giro di un mondo di terra, dove la violenza e i soprusi annientano il diritto basilare che noi qui diamo per scontato.
Ed è proprio la voce di Nûdem Durak ad aprire il primo brano “Donna chiama libertà” (titolo che di recente ha dato i natali ad un progetto di concerto reading da cui poi si è arrivati a questo disco). Le voci corali delle due cantautrici siciliani poi ci introducono subito dentro suoni popolari, di sud, di fisarmoniche e chitarre classiche con modi quasi di “tango” nello sviluppo ritmico… e che bello il sole e la primavera in fiore nella delicatezza del singolo appunto “Saluterò di nuovo il Sole”. Una scrittura che deve molto ai disegni fanciulleschi… Rosso di vino e ispirazioni balcaniche nella bellissima “Una punta di rosso”, con questi ostinati di archi che segnano un carattere perentorio quasi di provocazione come quando cantano “Mi metto il rossetto, la mia ribellione”. E parlando appunto di desaparecidos, “Desaparecida” è un altro brano che gioca con questa scrittura che in altra guisa potrebbe avere la forma di un rockabilly… e la dolcezza con cui plana l’inciso a dire il vero non me la sarei attesa. E sempre di seduzione spagnola si muove il fascino di colori scuri di “Voce”, forse il vero manifesto di questo canto di lotta per difendere la donna. Ancora arie balcaniche nei dialoghi di violino, ancora aperture melodiche italiane alla “Modugno” nel breve inciso.
E non penso di voler svelare altro di un disco che si rende prezioso. Andatelo a scoprire per continuare il viaggio che ve lo preannuncio, non smetterà di giocarsi carte di funamboliche trovate balcaniche, circensi, con quei ritmi dal sapore di tango e puntate dritte nella canzone italiana con melodie dritte e senza scossoni di accordi strani. “Corale – voci sommerse, storie negate” è un disco prezioso, di mestiere… di come la canzone d’autore italiana faccia il suo dovere anche in ambito sociale. Il fascino di suoni e di forme che incontrano liriche non scontate e neanche distanti anni luce dalle nostre abitudini. Serve solo che vi scomodiate ad incontrare il “diverso”, o voi altri che cinguettate tanto di emancipazione…




