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Roberto Grossi: il suo esordio personale

Si intitola “Le stelle della sera” il primo disco personale del cantante dei Subbuglio!

Beh lo conosciamo, anzi li conosciamo i Subbuglio! che in questo primo disco personale del cantante Roberto Grossi ritroviamo anche dentro “Neve” che qui vede la splendida partecipazione di Chiara Buratti. Come anche troveremo Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi a firmare il duetto di “Ophelia” di cui la rete ci restituisce il video ufficiale. Un disco leggero, di canzone pop d’autore densa di soluzioni digitali ma suonata, in tutto e per tutto suonata… mai stanca, mai imprecisa, forse poteva anche meritarsi il coraggio maggiore di lasciare sentieri ampiamente battuti.

Posso partire dal mio istinto? Al primissimo ascolto la tua lirica sembra molto ancorarsi ad abitudini de gregoriane in quel certo modo di non restare incastrato precisamente dentro la metrica… che ne pensi?
De Gregori è sicuramente uno dei punti di riferimento per chiunque si approcci alla canzone d’autore, anche se non è tra gli artisti che ho ascoltato maggiormente. Forse il mio non stare troppo rigidamente ancorato alla metrica deriva più dalla mia passione per la scrittura di Ivano Fossati o, più recentemente, di Vasco Brondi.

Al contrario, il suono cerca la new wave e comunque decide di non raggiungerla. Altra mia impressione… che mi dici?
Abbiamo lavorato molto sulla ricerca di suoni contemporanei, divertendoci anche ad esplorare e sperimentare orizzonti elettronici, sempre seguendo il nostro istinto e cercando di evitare cliché.

Alla parola che peso dai? Oggi soprattutto che siamo dentro realtà liquide…
Alla parola do un peso enorme, fondamentale. Le emozioni che una canzone trasmette nascono dall’alchimia dell’incontro tra musica e testo ma la qualità e il contenuto di quest’ultimo sono, per quanto mi riguarda, le componenti essenziali.

Il suono: pennellate acustiche si mescolano con un futuro elettronico. Le prime sono antiche, il secondo non è assai distante. Come a dire: sei più attento al passato che al futuro?
Ho cercato di sperimentare sonorità in cui l’elettronica fosse protagonista ma allo stesso tempo giocare con il contrasto del calore degli strumenti acustici, esaltando così le entrambe atmosfere. Questo in alcuni brani è particolarmente accentuato, come il calore chalumeau di Edmondo Romano in “Le stelle della sera”, che si staglia sui toni freddi dell’arrangiamento elettronico di Helle, o come le morbide chitarre acustiche di Marco Carusino in “Ma quando vieni al mare?” e ne “I nostri fari spenti”. Quello che abbiamo dentro è inevitabilmente ancorato al passato ma le nostre aspirazioni e i desideri sono proiettati nel futuro.

“Neve” l’avevamo conosciuta con i Subbuglio. In questa versione non mi sembra troppo diversa da quella che vediamo anche nel video ufficiale… o sbaglio?
È una versione pressoché identica, remixata da Marco Barusso e arricchita dalla voce di Chiara Buratti. Ho voluto riproporre questo brano, a cui sono molto legato, con lo stesso arrangiamento anche per omaggiare il grande fisarmonicista Nico Rosa, scomparso pochi anni dopo aver suonato in questa canzone.

A chiusa: per Roberto Grossi, quali sono le vere stelle che ogni sera dovrebbe avere?
Quelle delle nostre aspirazioni e quelle dei nostri affetti più cari, che non devono spegnersi mai e illuminare anche le nostre notti più buie.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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