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Sergio Borsato: il nuovo disco culla di memoria

Si intitola “LIberi e Forti” il ritorno assieme a Massimo Priviero e Riki Anelli

Sergio Borsato sposa a pieno un concetto roots e americano di pensare al folk e alla sua narrazione. La parola si fa melodica dentro ampie aperture (anche in minore) e questo per cullare la storia, quella degli uomini, delle loro guerre… della resistenza intesa anche come atto spirituale di vita. “Liberi e Forti” è un titolo che porta con se tutto il concept di questo nuovo disco che vede anche la partecipazione fattiva di un gigante come Massimo Priviero e del musicista Riki Anelli. Culla di memoria, un atto resistente per la canzone d’autore di oggi… soprattutto di oggi…

La storia: secondo te è quella che accade o quella che si racconta?
La storia accade e si dovrebbe raccontare, diventare memoria, per non dimenticare mai, soprattutto gli errori.

Il folk torna ad essere un’etichetta di letteratura e di storia, appunto. La tua musica deve tutto alla storia degli uomini… oppure c’è altro?
La storia siamo noi, la modelliamo ogni giorno della nostra vita, perciò si, la storia è parte importante della mia musica. Anche se mi piace raccontare il presente e pensare al futuro con lo sguardo attento agli accadimenti.

Tanto silenzio fino ad ora. Sono circa 15 anni… perché proprio ora tornare in scena? Cos’è accaduto?
C’è un tempo per pensare e metabolizzare, meditare sugli errori commessi cercando di migliorare, e un tempo per agire. Diciamo che ero stanco, correvo troppo e ora, ripreso fiato., sono pronto a ripartire.

Priviero nel suo stile inconfondibile sembra aver cesellato questo disco con un modo assai personale. Come hai accolto la sua scrittura, il suo suono, il modo che ha di pensare alla forma? Incontro o scontro?
Difficile arrivare allo scontro con chi condivide le tue idee, il tuo modo di pensare la vita. Io e Massimo siamo uomini paralleli, molto simili, con un vissuto da raccontare e anime da guerrieri. Abbiamo ancora sogni che bruciano da svegli. Diciamo che chi ascolta i miei “lavori” passati (“La Strada Bianca” etichetta SONY e “Occhi di Lupo” DELTA Dischi) trova la forma e il cesello molto Folk/Rock, coerente con quello che sto facendo. Chiaro che poi si deve avere un orientamento e dare direzione ad un lavoro e questo lo si fa con i preziosi consigli di chi mastica e produce musica da più di 30 anni e mette in campo tutta la sua esperienza.

Riki Anelli dall’altra parte: insomma una triade che ti ha portato dove? A casa tua o alla scoperta di altro di te?
Riki ha tessuto le trame di questo percorso e come in un bel lavoro di uncinetto ha dato forma al materiale che gli ho fornito. Ha suonato gran parte degli strumenti seguendo ed elaborando tracce che via via gli facevo ascoltare. Poi, la “Triade”, usando il tuo eufemismo, ha fatto il resto, un ottimo lavoro a mio avviso. Diciamo che più che portato da qualche parte, la Triade mi ha fatto ritrovare il sentiero per ritornare a casa.

“Liberi e forti” porta con se un significato di speranza e resistenza: eppure questo disco racconta la storia cruda degli uomini. O sbaglio?
In questo Spoon River di “Liberi e Forti”, cerco di raccontare le debolezze degli uomini, di far emergere l’orrore e la miseria che ci circonda, scavando nelle tragedie passate e presenti. Alcune canzoni dell’album hanno componimenti distici, elegiaci, che esprimono sentimenti e pensieri personali, con tono severo e malinconico. Altre son ballate di speranza e resistenza, di gioia di vivere e di consapevolezza di poter cambiare, seguendo, appunto, la strada dei Liberi e Forti.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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