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A Sanremo sbarca i liscio: domani in scena i Santa Balera

Mercoledì 7 febbraio sul palco dell’Ariston il debutto della Nuova Orchestra Santa Balera

Inizia il Festival di Sanremo e tra le novità di quest’anno anche il liscio. Forse per la prima volta… e non poteva essere diversamente visto che in questo 2024 festeggiamo i 70 anni di “Romagna mia” una delle grandi bandiere italiane nel mondo. Parola a Giordano Sangiorgi che ha cullato in seno al MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti in collaborazione con Regione Emilia Romagna per la Campagna Verso il Liscio Patrimonio Immateriale dell’Unesco, un progetto di giovanissimi: ecco in scena la a Generazione Z del Liscio, un’orchestra composta da 15 musicisti e 10 ballerini, giovanissimi provenienti dal rock, dall’indie, dal pop, Dalla musica d’autore e dal jazz, da tutto quel circuito “Vai Liscio” della Regione Emilia Romagna curato dal MEI. Si porta in scena non solo un genere musicale ma anche la voce che vuol riportare attenzione e valore di una tradizione centenaria tutta italiana conosciuta nel mondo.

“Romagna mia” al festival vuol essere un omaggio agli “Angeli del fango”. Tutti noi siamo stati toccata dalle parole del Presidente Mattarella, ma com’è adesso la situazione?
“Romagna mia” è stato un brano ad alto tasso di condivisione. Cioè nel post-alluvione, mentre si lavorava per pulire le città dal fango e dall’acqua che ha devastato la Romagna, gli alluvionati, i volontari, la Protezione Civile si ritrovavano la sera nelle piazze a cantare assieme “Romagna mia”. Quindi mai come in quel caso ha unito una regione intera. Le parole del Presidente Mattarella ha confermato e celebrato tutto questo e diciamo che oggi la situazione è quella di una ripartenza ma ancora molto lente. Ci sono zone in cui restano vive le tracce dell’alluvione: serve una maggiore incisività, una maggiore operatività per tornare davvero a rinascere completamente.

Un ricordo forte è quello delle scuole di musica spazzate via: stanno rinascendo?
Noi di Audiocoop abbiamo fatto un lavoro importante. Abbiamo elencato tutte le realtà musicali alluvionate nel nostro territorio, le abbiamo inviate alla regione, al ministero, perché decidessero che tipo di azioni fare. Noi di nostro abbiamo fatto un’azione di crowdfunding raccogliendo decine e decine di migliaia di euro che abbiamo redistribuito ad oltre 30 di realtà musicali e culturali che avevano necessità anche solo di un piccolo fondo di sostegno, anche solo di un gesto simbolico per rincuorarle e sostenerle nella ripartenza. Ad esempio, come ci è stato detto dal Sottosegretario Mazzi, è stato proprio grazie alla nostra segnalazione che abbiamo fatto al ministero della cultura che siamo riusciti a far avere un cospicuo fondo tratto dall’incasso del concerto “Italia love Romagna” alla scuola musica Sarti di Faenza. Siamo orgogliosi di aver dato questo contributo per le nostre realtà musicali e culturali.

I musicisti sanno bene che il liscio crea un indotto economico sicuramente più alto che non quello dei club in cui si arriva a proporre i propri brani. Ci conferma questo e ci dice cosa ne pensa?
Diciamo che anche le balere nel post-covid vivono un momento di difficoltà, quelle che sono riuscite a resistere a stare in piedi, stanno vivendo un momento di grande rilancio e di ritorno del pubblico a partecipare a questo tipo di serate. Diciamo che ovviamente il ritorno economico è maggiore rispetto ai club rock alternativi ma sicuramente non è più quello di un tempo. Anche qui dunque c’è la necessità di trovare nuovi modelli. E questo anche perché ci sono alcune congiunture come la guerra, la crisi economica, il post-covid che comunque ci sta abituando a stare più in casa, altre opportunità di intrattenimento spesso solitarie e casalinghe, contribuiscono comunque questo riscontro economico e questa aggregazione.

Lei, che con il MEI ha fatto circolare tutta la musica indipendente italiana per un quarto di secolo, quale future vede adesso sia per gli artisti indipendenti che per i fruitori?
Diciamo che il futuro della musica indipendente c’è se questa riuscirà a costruirsi fuori dai circuiti main stream attuali una piattaforma di streaming digitale, nazionale e internazionale, che possa economicamente rendere al sostegno di coloro che fanno una musica alternativa alla Major. Al momento questo non c’è ed è un grosso gp, un grosso momento di difficoltà per la musica indipendente ed emergente perché ovviamente le piattaforme social e streaming non valorizzano tutte queste produzioni che sono per loro prodotto troppo intellettuali e non usa e getta come loro li vorrebbero. Questo dovrebbe essere un primo obiettivo che dovrebbe essere tra l’altro definito non da soli dalle aziende nazionali singoli ma assieme ai governi proprio per tutelare le produzioni locali, dei singoli territori contro lo strapotere delle piattaforme multinazionali monopoliste che favoriscono solo determinati generi main stream commerciali che si possono vendere ovunque.

Perché i giovani romagnoli, in un mondo musicale così cambiato, vogliono mantenere la tradizione?
Credo che i giovani la vogliano non solo mantenere ma anche rinnovarla e questo perché nella tradizione trovano una delle oasi di libertà musicale indipendente dove tanto per cominciare possono suonare: attenzione perché non è un paradosso o un dettaglio da poco. Nella scena main stream di oggi veniamo disimparati al “suonare” tant’è che spesso sui palchi troviamo sempre meno musicisti e la forma canzone è sempre più digitale e computerizzata o vediamo cantanti cantare i playback o con auto-tune e cose simili. Quindi partiamo dal concetto che prima di tutto in questo mondo gli artisti tornano a suonare per davvero e questo li spinge a poter investire di creatività, a ricercare, a sperimentare… succede nel mondo del liscio ma anche in generi affini come il folk e compagnia cantando…

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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