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Ella Nadì: la delicatezza del bene e del mare

Semplicemente umano il nuovo disco della cantautrice torinese

È proprio la delicatezza il vero cuore centrale del nuovo disco di Ella Nadì dal titolo “Nel bene e nel mare”. Un lavoro che si tiene sospeso anche dentro ricami che hanno il colore dei pastelli nei disegni acustici di chitarra. Una produzione che pensa più al potere evocativo dello sguardo che non al tratto magnetico di una forma. E poi non perde quel modo pop di fare che sempre piace alla nostra tradizione…

La prima cosa che mi viene in mente è delicatezza. Ho come l’impressione che in queste canzoni tu abbia avuto timore nel muoverti,come se lo facessi con la discrezione e l’attenzione che ci serve per non disturbare… ed è un complimento il mio!!!
Intanto ti ringrazio per il complimento.. La delicatezza è un elemento che apprezzo molto nella musica, e che, per quanto io sia una persona molto timida, non interpreto mai come insicurezza. Non credo di aver avuto timore nel muovermi, anzi, forse per la prima volta, rispetto al passato, ho voluto fino in fondo che questa delicatezza venisse fuori. Non mi sono lasciata influenzare dall’esterno, contaminandola con cose che non mi appartengono davvero per paura di non piacere. Questo purtroppo penso sia un errore che ho fatto in passato, ma che mi è servito a capire chi sono e come voglio comunicare quello che sono.

E non a caso sei a piedi nudi in foto? In riva al mare… nel silenzio e nella quiete?
Sì, il mare ha un effetto calmante su di me. Mi trasporta in un’altra dimensione, lontano dal caos del quotidiano. E anche per questo, l’idea del mare, è strettamente legata alla musica per me. Come il mare, la musica ha questo potere di portarmi altrove, quindi mi sembrava l’immagine perfetta per questo album.

Che poi dal titolo sembra una contraddizione: come se il il mare fosse il male… come dobbiamo leggerla?
In realtà quel che ho voluto fare, dando questo titolo al disco, è sostituire il “male” con il “mare”. Questo perché, seppur scriva canzoni malinconiche, tendo sempre a dare un messaggio positivo attraverso le mie canzoni. Ovviamente nella vita e nella musica contemplo il dolore, ma mi piace credere che questo non sia mai fine a sé stesso, bensì uno strumento col quale possiamo comprendere meglio chi siamo e ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici.

Il mare… un vero protagonista che torna ovunque in questo disco. Dalle foto alle liriche… che rapporto hai?
Il mare è spesso nel mio immaginario quando scrivo una canzone, non so bene perché, ma è così. Trovo il mare molto poetico, che sia calmo o che sia mosso, mi smuove sempre qualcosa dentro. Vivo a Torino, dove non c’è il mare ma c’è il fiume. Quando ho iniziato a scrivere canzoni, da adolescente, andavo spesso con un quaderno, a guardare il fiume. Mi isolava da tutto e mi permetteva di entrare in contatto con la parte più profonda di me. Quindi penso di avere da sempre un forte legame con l’acqua.

E ho apprezzato molto come il classicismo e l’intimità della cantautrice di un tempo incontra anche i suoni del futuro. Questo disco è del presente in fondo, vero?
Sono contenta che questa sia la percezione.. Sicuramente la maggior parte dei miei punti di riferimento appartiene al passato o, comunque, anche gli artisti e le artiste di adesso che apprezzo di più, si ispirano in un certo senso al cantautorato di un tempo.. Ma mi ritengo una divoratrice di musica assolutamente non selettiva, nel senso che ci sono cose che non mi piacciono, ma mia appassionano, allo stesso tempo, moltissimi generi parecchio diversi tra loro. Questa la considero una ricchezza, specialmente nel momento in cui devo arrangiare un mio brano. In questo disco ho sperimentato l’incontro tra acustico ed elettronico, cercando di farlo in maniera personale; se questo mi ha reso “attuale”, significa che forse è stato un esperimento riuscito!

Parliamo del video ufficiale… il suono e la lirica hanno una forte potenza visionaria…
Su YouTube si può trovare il video di “Onde del mare”, il secondo brano del disco. Il video è stato girato lo stesso giorno in cui ho scattato la foto della copertina, era il primo weekend di ottobre e mi trovavo a Genova. In primavera è prevista l’uscita del prossimo video. Mi piacerebbe questa volta non apparire, proprio per lasciare più spazio alla potenza visionaria di cui parli e per cui ti ringrazio, dal momento che lo considero un grande complimento.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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