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Labrass: una ninna nanna, un modo di esorcizzare l’assenza

Tra dolore e dolcezza: il nuovo delicatissimo brano di Rocco Iocolo

Lo conosciamo come sassofonista Rocco Iocolo. Oggi lo ritroviamo anche come cantautore col moniker LaBrass e questa nuova delicatissima pittura emozionale: “Ninna nanna dei perdenti”. L’assenza di un figlio, una sconfitta come genitore probabilmente ma anche come uomo nella vita. O forse semplicemente un modo di esorcizzare l’assenza che trova pace dentro un brano notturno che si colora di un violino che a mio sentire si fa struggente, altra voce bambina, altro incanto lontano. Avviciniamoci al brano ma in punta di piedi:

Dal sax alla penna. Dal jazz, dal tango al pop d’autore. Dentro cui il sax non appare in fondo… che trasformazione è stata?
È stata una trasformazione non senza dubbi o ripensamenti. Nella vita ho sempre avuto come compagno di avventura il mio Sax, in un modo o nell’altro. Quindi “lanciarmi” totalmente una nuova veste è stato parecchio arduo. Devo dire grazie al mio produttore Vinve’ che ha creduto fortemente in questa nuova veste su di me.

Che rapporto hai con la parola?
Le parole le considero importanti, ma non sono tutto. La differenza di un vocabolo o di una frase, spesso, la fa il tono di voce, la musicalità con cui viene espressa. Ecco perché ho sempre prediletto la Musica alle Parole: per me il “Suono” non è altro che la voce di Dio attraverso cui Egli si annuncia. La Musica è universale, mentre la Parola è più precisa e tecnica. In “Ninna nanna dei perdenti” ho avuto la necessità di entrate nel particolare, di racchiudere un momento storico della mia vita in maniera decisa e indelebile, ecco perché ho ritenuto opportuno l’utilizzo della Parola.

Domanda sottile e forse impegnativa: le parole che scegli di usare in qualche modo somigliano al modo che hai di suonare?
Non saprei, davvero. Tecnicamente creare una melodia col sax non deve tener conto della metrica, ma più che altro dei “respiri”. Le melodie più belle con uno strumento musicale son quelle dove i solisti hanno racchiuso linearità e naturalezza. Citiamo ad esempio Miles Davis: ogni suo solo basta ascoltarlo una volta e ti rimane impresso per la vita. Per me invece cantare è più simile alla recitazione (cosa che faccio e per cui ho studiato diversi anni): il mio insegnante, Padre Massimo Montagano, era solito ripetere “che quando un attore è bravo, sa farti emozionare anche citando i numeri dell’elenco telefonico”. Ecco, cantare per me è più come recitare che suonare.

La collaborazione con Vinvè in cosa ti ha arricchito e dove ti sta portando?
La collaborazione col mio produttore Vinve’ mi ha totalmente stravolto la vita professionale (e non solo quella a dire il vero). Egli ha visto in me cose che nessuno aveva notato prima. E di questo gli sarò debitore per sempre. Catalizzare tutta la mia amarezza e portarla in un più ampio quadro di visione della vita, fatto di dolcezza e speranza, non è da tutti. È tipico solo dei grandi o di chi ha sofferto molto. E Vinve’ ha dalla sua entrambe le cose.
Dove mi sta portando tutto ciò? A dire il vero non saprei, so solo che per la prima volta mi sto godendo questo fantastico viaggio che si chiama “Vita”.

Perché un violino come presenza costante? Che peso ha e che significato porta rispetto a tutto il resto del brano?
Il violino, da sempre, è uno dei miei amori nascosti. Lo considero al pari del sax, ma in una visione più femminile e intima. È praticamente l’altra parte di me. La sua presenza nel mio pezzo è costante perché rappresenta la gentilezza contro l’orrore dei giorni quotidiani. E in quel preciso momento avevo bisogno della “Voce di Dio” che mi rincuorasse, che mi dicesse che nonostante tutto avrei avuto la forza di intravedere la luce. È il solo di violino più bello del mondo perché ha suonato una nenia per me, regalandomi una nota di speranza in mezzo a un oceano di sconforto. E perciò ringrazio di cuore Irene Marino per la sua magistrale esecuzione.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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