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Moscatelli: dormiamo o siam desti?

Esce “Morfina” la nuova rinascita di Francesco Moscatelli

MOSCATELLI
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Cantautore trasparente di acqua e sapone dentro un pop melodico che si era fatto notare proprio per la sua semplicità. Eppure in questo nuovo Ep di inediti, Francesco Moscatelli sembra dare una sterzata severa al suono e alla forma. “Morfina” fa critica sociale, inneggia ironicamente alla comodità di restar fermi nella proprio confort zone… e lo fa con un suono che vira verso il grunge o quel post-punk che tanto ci piace. Una nuova rinascita… perché la canzone d’autore non è fatta solo di classicismi…

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La parola si fa ruvida nella sua estetica. Anche per il modo che hai di cantarla… perché? Se posso chiederti in riferimento al tuo passato…
Questo Ep è stato volutamente pensato, nei testi e nella musica, per riprendere un sound che avevo un po’ snaturato nel precedente lavoro. Vecchi ricordi è stato un esperimento riuscito a metà che mi ha dato tanti spunti interessanti su sonorità più pop e cantautoriali ma il ruvido, l’acido e l’underground sono ciò che più rappresenta la mia vena artistica. Da sempre adoro scrivere e suonare pezzi che abbiano un impatto rock nel vero senso della parola. Il mio modo di cantare cambia a seconda dei brani ma sicuramente mi piace andare un po’ di più sull’aggressivo.

E per restare nel tema… possiamo dirlo denso di rabbia dunque?
Direi di si. Un mio amico mi dice spesso che “teng la guerra ngapo” e cioè che sono sempre sul piede di guerra. Questo perché dico spesso quello che penso e a volte non riesco a fingere se provo un senso di malessere o fastidio. La musica è la mia terapia, è il mio modo di esprimere le mie emozioni, belle o brutte che siano, a livello artistico. Dipende tanto anche dal mio background musicale. Rage Against The machine e Nine Inch Nails tanto per citarne alcuni, band non proprio tranquille.

Possiamo dirlo punk questo disco?
Ma si dai. Un disco di protesta verso la società consumistica e stereotipata in cui viviamo.
Dominata dai social e dalla bruttezza culturale. Andare controcorrente è l’unico modo di rimanere sani di mente.

Manifesto politico anche… sociale sicuramente. La critica che fai è decisamente schietta e sincera. Malessere del quotidiano?
Io non ce l’ho con nessuno in particolare. È che a volte mi girano e ci scrivo una canzone. Quello che critico in questo disco sono i dogma che ci vengono subdolamente imposti e alcune tipologie di essere umani che proprio non mi vanno a genio, gli ipocriti e i mitomani. È un Ep che ho scritto in 3 mesi, semplice e diretto. Mi serviva per verificare il cambio di sound. Il malessere invece lo vivo quotidianamente…sono un po’ misantropo.

Alla “morfina che non ti ha funzionato”… pesco questo senso dentro la lettura che faccio della title track. Che sia una confort zone comodissima quella in cui restiamo dormienti?
La morfina non ha funzionato perché l’infermiera non me la diede e così poi ci ho scritto un testo adattandolo, ironicamente, alla vita quotidiana. Siamo tutti in una comfort zone, io compreso. La musica ti aiuta ad aprire gli occhi e prendere coscienza che forse c’è qualcosa di più del “produci, consuma crepa”. Ognuno di noi ha la sua ancora di salvataggio in qualcosa che non è necessariamente conforme ai canoni della società capitalista. Per me scrivere è un modo di isolarmi dalla vita quotidiana e viaggiare con la mia mente verso un mio mondo ideale.

Molti dicono di questo disco come di una svolta per te… come ti ci vedi in questa definizione?
Mi ci vedo molto bene. Nel 2025 pubblicherò il mio primo album che sto attualmente scrivendo. Il mio sound è ancora in evoluzione e ho intenzione di sperimentare tanto ancora.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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