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Nereo: quando il pop d’autore diviene alto

Un disco digitale ma anche umano, un disco alto di grande pop d’autore italiano

Alto, che in arte e cultura per noi significa di vedute non immediate e scontate, di orizzonti che non puntano alle soluzioni di moda o alle ricerche ostentate di cose inutili come l’estetica originale a tutti costi. Alto per noi significa anche quel passaggio di stile che si compie quando si riesce a passare dall’estetica della forma alla forza della propria personalità.

L’uomo vince sul mezzo tecnico e questo primo lavoro di Nereo dal titolo “Danze Cosmiche” è certamente stato capace di una simile prova di forza spirituale e artistica. Parliamo di un disco di pop certamente, ma mai nel senso di ritornello, strofa, bridge e magari anche di quella soluzione evidente e riciclata mille volte per far felice la pubblica piazza. Parliamo di un disco dentro cui addirittura il suono sembra sparire, abbagliato dal quel che c’è di altro, di alto appunto… Ed è così che nelle trame digitali di queste canzoni, entro cui fa capolino spesso un pianoforte ma anche altro corredo di natura acustica, Nereo canta con una voce di una delicatezza davvero romantica, precisa in ogni dettagli e poi personale nei vibrati, nei glissati, personale che quasi scivola via quel bisogno di riferirci a qualche etichetta per dimostrare orientamento. Finalmente un disco cantato come si deve che anche il canto, soprattutto in questo nuovo tempo moderno dove tutto (o quasi) è manovrato dai computer, si dimostra spesso incerto e giustificato da trasgressioni e derive artistiche. Nereo canta… e sa cantare davvero bene. Certo è che, parlando i etichette e accodandoci ad altri esimi colleghi, l’ombra di Alex Baroni (come altri) fa capolino ma comunque stiamo citando appunto un profilo umano e artistico alto dentro la forma del pop che da più parti è sempre maltrattata per meri scopi commerciali.

Canzoni come “Gabbiano”, come “Fine di un’estate” (appena citata nel bellissimo video ufficiale), come “Mai” (forse un vertice dell’opera che strizza anche l’occhio ad un fare “rock”) e probabilmente anche “Silenzio”, sembrano segnare un passo, mostrano varianza e nuova identità. Certo, da questo punto alto sproniamo Nereo a cercare soprattutto nei suoni una ancor più sfacciata personalità visto che dalle liriche alla timbrica vocale ci troviamo di fronte ad un progetto che a suo modo testimonia un ritorno in scena del grande pop d’autore. E sottolineiamo, a proposito di suoni, una produzione artistica che ha gestito gli arrangiamenti e i colori digitali con eleganza e mai con una facile ridondanza e presunzione figlia anche della velocità tecnica e dei mezzi troppo comodi e user friendly. L’elettronica che trasporta la scrittura di Nereo in uno space pop come spesso si ama definirlo, lambisce il proscenio dei suoni senza mai invadere, senza mai distrarre e mantenendo con efficacia un ruolo al totale servizio della narrazione e delle volte sa farlo in modo quasi trasparente.
“Danze cosmiche” dimostra ampiamente che nel cliché della canzone leggera si può e anzi si deve pretendere molto senza abbassare la guardia, senza arrendersi alle speculative manovre del main stream. Per noi che parliamo di canzone d’autore, questo disco merita un posto dentro i nuovi cantautori italiani.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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