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Vorianova: sono soltanto tempi moderni

Eccolo “Tempi scueti” il nuovo disco del suo siciliano con Leonardo Bruno

È sempre più facile incontrare sulla cresta dell’onda mediatica, progetti che portano con se il dialetto in prima linea. La nuova scena indie, tra emergenti e proposte di lungo corso, stanno sempre più affacciandosi alla territorialità in modo sfacciato, con carattere e con attenzione soprattutto. Spesso non solo il dialetto ma anche radici antiche di un modo di parlare anche assai distante dalle abitudini quotidiane. I Vorianova tornano con un lavoro di inediti dal titolo “Tempi scueti”, ovvero tempi moderni, tempi di liquidità digitale, tempi di macchine. Tempi di intelligenze artificiose…

Il suono e la produzione artistica che passa anche dalle mani e dal lavoro artigiano di Leonardo Bruno, è un suono moderno, esoterico dal punto di vista computerizzato. Il futuro certamente, ma neanche troppo distante dalle possibilità di ogni giorno. Si sono divertiti parecchio alla ricerca di nuovi “sonagli” per l’arredo ma di certo la matrice pop (anche nel mix di voce) non mente e non si fa da parte. Ed ecco quindi che questo disco suona pop ma sempre di pop d’autore, raffinato, elegante, “antico” nella lingua che sfoggia un dialetto che a dire il vero richiama moltissime delle assonanze del ragusano più che quelle del palermitano da dove arrivano i nostri. Critica sociale diffusa e per niente mascherata, dall’uso massiccio dei dispositivi e dei social che ormai cercano di sostituire ogni forma di rapporto umano, all’avanzare delle intelligenze artificiali che pian piano leveranno dal centro anche tutte le ricchezze proprio dell’essere umano.

Tuttavia va detto però che troviamo anche una manciata di brani che sembrano rispondere a questo filone: i Vorianova riportano al centro l’uomo nelle sue storie reali, di grandi morali, di grandi sacrifici e di irrinunciabili sogni. Citano il piccolo Samir in “Dormi Samir”, un bimbo siriano che sfuggendo alle bombe vive una vita di paure e di emarginazione: dorme il bambino, dorme per sfuggire alla paura. E poi “Semu stiddi”, siamo stelle, dedicato all’astrofisica e ricercatrice INAF Sabrina Masiero, al suo lavoro se vogliamo di sognatrice, visionario, assai seminale per le nuove generazioni e per il futuro di tutti. “Salina”, il singolo che campeggia in rete anche grazie ad un bel video ufficiale, brano che riporta al centro la fatica di antichi mestieri, come quello delle saline siciliane… fotografia anche questa passata in disuso dalle abitudini delle nuove tecnologie.

E poi la chiusa “Chistu posti fari”, dove troneggia il volto di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino Impastato: la lotta alla mafia, la giustizia che porta pace ai cruenti fatti di cronaca che tutti conosciamo. È poi una manciata di brani che i Vorianova usano per riflettere sulla vita, sulla dimensione del sogno, del cambiamento, dell’eterno esserci qualunque sia la storia… il tutto poi è sinonimo di niente e viceversa. Musicalmente mi sarei atteso molto di più anche se apprezzo questo modo contenuto di usare l’elettronica che troppo spesso prende tangenti esagerate. Tra orchestrazioni e una scrittura assai pop, “Tempi scueti” passa un poco in sordina, fa una ricerca che però non trova chissà quale soluzione vincente e la formula sonora in fondo un poco sembra ripetersi. Non mi ha esaltato più di tanto se non nella commistione tra antico e moderno, sempre decisamente ricca di fascino, l’incontro tra una lingua ancora sporca di terra e un suono ormai programmabile a dovere.

Written by Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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