Quella canzone d’autore che passa per una penna moderna, assai attenta ai cliché classici del pop che strizza forte alle soluzioni radiofoniche ma comunque sfoggia coraggio di arrangiamenti e contenuti che non vanno troppo d’accordo (per fortuna) con le liquide sciocchezze del grande mercato. In fondo Freakybea ha carattere da vendere e sembra proprio una di quelle anime belle che agli altri si concede avendo ferma la personalità di chi non dipende e niente chiede a chi ha davanti. Ed è così questo suo nuovo disco dal titolo “Mondi”, così fiero di essere quello che è, dei suoni costumi, dei suoi trucchi e delle sue sfacciatamente finte maschere da regalare alla pubblica piazza… un tranello dentro cui è dolce il naufragar…

“Mondi” culla dentro quel sano elettro-pop che richiama gli anni ’90 senza via sconti e scorciatoie, da una produzione fresca, sicura, precisa che alla voce di Beatrice Mazzanti regala quella potenza che un protagonista al centro della storia deve avere sempre. Mi piacciono assai le dinamiche di voce soprattutto quando si cimenta in note lunghe che chiamano vibrati… urbano e distopico l’inciso (ma tutta la progressione del brano) della prima traccia “Mai più di così” dentro cui scopre subito le sue carte: siamo così e non più di così… ed è giusto così: facci pace!!! E che bei momenti glaciali e sospesi (quasi alla U2) dentro le frecce vocali di “Questa canzone”…
Eccole le dolci e romantiche riflessioni di vita dentro i singoli “Sono tornata” e “Settembre” mettono in luce quanto la lirica sta bene dentro la tessitura melodica, quanta ricerca in tal senso è stata fatta con attenzione, quanto sia importante arrivare alla gente con semplicità e profondità al tempo stesso. Nei video tra l’altro ritorna quel gusto pop anni ’90 di piccoli film, di scene di band live, di un B/N che però avrei rovinato di più invece di questa grana pulita e troppo digitale.
Un disco divertente in senso alto e qualitativo, dove la leggerezza del gusto non copre e non toglie alla profondità della narrazione che qui si impegna, a mio modo di capire, a cercar una giustizia e una difesa del proprio essere se stessi. Perché penso sia bellissimo (come insegna Jung) ad accettare la nostra infinita sfaccettatura di mondi…


