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Luca Amoroso: l’urgenza di rivoluzionare i giorni uguali

Ascoltando “Gli stessi giorni”. Cantautorato tra psichedelia e post-rock

Il rimando a Claudio Rocchi non è proprio calzante, soprattutto considerando quanto massiccio sa essere il suono nelle sue aperture. Ma la psichedelia di quel tempo in qualche modo torna protagonista dentro la canzone d’autore di Luca Amoroso, giovanissimo artista capitolino che stupisce anche per questa sua decisa distanza dalle mode estetiche e dagli schiavismi dell’apparire. “Gli stessi giorni” è il nuovo singolo che farà parte di nuovo disco da molti considerato atteso e – in qualche forma – rivoluzionario. Le aperture, il grido di esistenza, l’urgenza di cambiamento… e se in queste forme musicali la voce diviene strumento e vettore, qui la parola assume una centralità non da poco. E partiamo proprio da qui.

Che rapporto hai con la parola?
Molto profondo. Ho frequentato il liceo classico ed ho potuto studiare degli autori che mi hanno formato molto, come Baudelaire, Callimaco, Catullo, Ovidio, Saffo, Foscolo e Leopardi. Poi per conto mio ho studiato profondamente Bukowski e Proust. Anche Hemingway e Lewis Carroll mi hanno segnato molto. Così come i padri della fiaba, i Grimm.
C’è molta fiaba dentro i miei testi. Ne sono sempre stato affascinato.
Così come mi ha sempre affascinato la poesia e la sua composizione; mi piace anche comporre poesie in greco ogni tanto, adoro come ogni parola nasconda dietro un mondo a sé.

Il cambiamento che cosa rappresenta? Rottura, evoluzione… un suono che non ricade in battere… sospensione…
Il cambiamento consiste nello stravolgere le regole. Ci sono delle regole non scritte per fare musica moderna, io me ne frego e visto che il mio cervello me lo permette, creo musica in una maniera peculiare. Una musica che fonde la bellezza classica con la grezza e violenta potenza del rock progressivo e classico in un contesto onirico e fiabesco.

Attraverso il suono antico, anni ’70, che cosa ricerchi? Cosa c’è in quel tempo che oggi non trovi?
Sono molto legato a quegli anni in quanto sono stati prodotto gli album migliori di tutti i tempi. Sono una grande ispirazione per me e quindi inevitabilmente quello che creo e inconsciamente impregnato di quell’epoca.

E se ti chiedessi del presente? In che modo lo accogli nella tua produzione?
Ci sono ottimi lavori anche nel presente, io sono cresciuto per esempio con una triade fantastica di band: I Gorillaz, i Kasabian e I Subsonica, che tutti e tre avevano lanciato i primi album. Nella mia produzione sono sempre molto ispirato da questa triade. Mi piacciono anche le opere di musica rap americane moderne come quelle di Kendrick Lamar, uno che sa ancora fare gli album. Oppure Jay-z.

E a proposito di produzione? Come nasce questo lavoro? Dalle mani di chi e in che modo avete lavorato assieme?
Il lavoro nasce dalle mie mani, la scorsa estate mi sono ritirato in una casetta in campagna vicino la Toscana per assemblare il nuovo album. Quando avevo finito di assemblarlo ho reclutato Ezio Zaccagnini alla batteria, con il quale già avevamo collaborato in “Mondo Perdona” e poi ho registrato ai prestigiosi Mob Studios a Roma, dove ho conosciuto l’ingegnere del suono Matteo Spinazzè. La nostra collaborazione è stata fondamentale. Prima Matteo ha registrato la batteria di Ezio, successivamente ha registrato me con il basso, le chitarre, il pianoforte e la voce ed infine dopo questo lavoro enorme, si è dedicato al Mix e Master dell’intero album, fase nella quale ci siamo sempre e continuamente confrontati.

Indiscrezioni sul disco che arriverà? Tanto atteso per la sua esplicita urgenza di cambiamento… cioè?
Credo che le persone abbiano capito il lavoro di cambiamento che sto cercando di compiere nei confronti della musica. Alla gente manca certe sonorità e una certa qualità che si fa fatica a trovare al giorno d’oggi. In questa ottica il mio album potrà essere rivoluzionario e esempio del cambiamento.

Biografia di Redazione Bravo!

Bravonline nasce tra il 2003 e il 2004 frutto della collaborazione tra vari appassionati ed esperti di musica che hanno investito la loro conoscenza e il loro prezioso tempo al fine di far crescere questo magazine dedicato in particolar modo alla Canzone d’Autore italiana e alla buona musica in generale.

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